Testimonianze

J. W. Tucker

Il fratello George Wood racconta la testimonianza di un missionario di nome J. W. Tucker:

Noi abbiamo avuto un meraviglioso servitore del Signore, missionario in Africa, dal nome di J. Tucker. Era allora missionario nel Congo Belga che ora si chiama Zaire.

Nel 1964 venne sequestrato, catturato durante una rivolta. Fu messo in prigione per diversi giorni. E alla fine di quei giorni fu ucciso; battuto a morte con bottiglie rotte, con delle fruste con dei bastoni. La gente diceva che si poteva sentire il suo grido, il suo dolore a distanza. E io sarei stato il responsabile giovanile dei suoi figli. Conosco quindi qualcosa di più personale della sua storia.

Presero il corpo del caro fratello J. Tucker e lo buttarono in un camion. Guidarono questo camion un centinaio di km verso nord. A un certo punto gettarono il suo corpo in un fiume il Bomakande River. Nel nord dello Zaire. Il suo corpo venne mangiato dai coccodrilli. Una fine del genere ci fa pensare che Dio avesse dimenticato l’opera sua.

Gli anni passarono, esattamente 30 anni. E io ho un cugino che è stato missionario in africa. E nel 1994 questo cugino si trovava nello Zaire. Egli venne a sapere di una storia che nessuno conosceva, o perlomeno nessuno l’aveva conosciuto tra le nostre famiglie missionarie americane presenti.

Questo fiume attraversa un villaggio che si chiama Mangbeto, e questa tribù era davvero resistente al livello culturale, non voleva accettare l’Evangelo. Molti missionari hanno lavorato circa 100 anni per parlare del Signore a questa tribù, ma non ne volevano sapere. Perfino il famoso missionario Stutt ha lavorato tra questa tribù e addirittura lui abbandonò il villaggio scoraggiato.

2 anni dopo che il corpo del fr. J. Tucker venne gettato dal ponte in quel fiume, vi fu una guerra civile tra la tribù dei Mangbeto. Il re di questa tribù dei Mangbeto fece appello alla capitale Kinshasa, e come risposta al suo appello mandarono un contingente militare. Alla guida c’era un grande uomo imponente, che veniva chiamato con un appellativo “il brigadiere”. Era sconosciuto a tutti. Ma J. Tucker aveva vinto il brigadiere al Signore appena due settimane prima di essere ucciso.

Questo uomo dopo 2 anni era rimasto fedele al Signore, raggiunse questo villaggio dei Mangbeto e rimise a posto ogni cosa. Ma allo stesso tempo desiderava testimoniare della sua fede. Ma scoprì che la gente non voleva ascoltarlo, proprio come non avevano mai ascoltato i missionari che erano arrivati prima di lui. Era molto scoraggiato; poi un giorno sentì parlare di un proverbio. La gente africana è particolare nel fare proverbi. Trasmettono i loro proverbi da una generazione all’altra senza nemmeno trascriverli su un pezzo di carta, difatti se lo trasmettono a memoria. E questo era il proverbio che sentì tra la gente dei Mangbeto: “Ascolta la testimonianza dell’uomo, il cui sangue è stato versato nel fiume”. Il brigadiere chiese cosa significasse questo proverbio. E i mangbeto dissero: “Noi non lo sappiamo, ma sappiamo soltanto che il nostro proverbio è stato trasmesso nella nostra cultura da secoli”. Il brigadiere si rese conto che era stato lo Spirito Santo a trasmettere questo proverbio. E andò dal re di questa tribù e gli disse: “Chiama il consiglio e tutti i capi del villaggio perché voglio parlarvi”. Venne il giorno stabilito e il brigadiere si alzò e diede un messaggio: “Voi gente, avete un proverbio: ‘Ascolta la testimonianza dell’uomo il cui sangue è stato versato nel fiume’. E io sono venuto qui oggi a dirvi la testimonianza di quell’uomo. Io ho conosciuto quell’uomo, il corpo è stato gettato nel vostro fiume e il suo sangue si è versato nel fiume, i coccodrilli hanno mangiato il suo corpo in quel fiume. Prima di morire egli mi ha dato la sua testimonianza, ed egli mi ha detto che Dio ha mandato il Suo figliuolo nel mondo, e che il Suo figliuolo ha vissuto una vita senza peccato, e il Suo figliuolo è stato messo a morte per i nostri peccati. Affinché i nostri peccati fossero perdonati perché Lui se ne era caricato. E quello ha portato i nostri peccati, il terzo giorno è risorto dai morti e 40 giorni dopo è salito in cielo e noi sappiamo che un giorno ritornerà dal cielo, ed Egli offre la salvezza, Egli offre il perdono, Egli offre la vita eterna con Dio. E se voi credete a questa testimonianza voi conoscerete Dio”.

Il brigadiere non aveva mai predicato un sermone prima d’ora, non sapeva come poteva concludere. Ma mentre si stava avvicinando alla fine, fu lo Spirito Santo stesso a fare l’appello alla salvezza, perché incominciò a convincere di peccato tutti i capi di quel villaggio. E uno dopo l’altro si piegarono sulle ginocchia e caddero sotto la convinzione dello Spirito di Dio. E quel giorno la salvezza divina scese su quella tribù dei Mangbeto.

Oggi se visitate quel gruppo di persone, voi scoprirete innumerevoli chiese delle Assemblee di Dio, con migliaia e migliaia di credenti. Tutto questo fu frutto di un martire della fede, e questo fr. J. Tucker non ha nemmeno raggiunto i Mangbeto, ma la testimonianza del suo sangue divenne motivo di salvezza per migliaia. Soltanto perché Dio non si dimentica dell’opera nostra!