Testimonianze

Anna Maria Ferretti inToppi

Anna Maria Ferretti, secondogenita di Mario e Celenia Giovannini, nacque a Torino il 23 ottobre 1939 quando l’Europa si era già avviata verso il baratro del secondo conflitto mondiale. Negli anni del dopo guerra, Celenia, fu raggiunta dalla testimonianza evangelica. Alcuni cugini la invitarono ad una riunione di culto presso una chiesa evangelica, accettato l’invito li seguì. Fu la prima di numerose altre occasioni durante le quali il Signore per mezzo della sua Parola rigenerò il suo cuore e l’Evangelo entrò in casa Ferretti.

Soltanto pochi mesi dopo la famiglia inizierà a frequentare una chiesa pentecostale curata da un pastore italo americano, il fratello Romagnolo, del quale conserverà sempre un caro ricordo. A quel tempo risalgono due esperienze fondamentali, che segneranno l’intera vita di Anna Maria. La prima, la più importante, è stata la conversione a Cristo. Durante un riunione di preghiera il pastore le si avvicinò invitandola a pregare, Anna Maria rispose che non sapeva come fare, dato che non aveva mai pregato. L’uomo con tatto la invitò a ripetere le sue parole, poi avrebbe continuato da sola e spontaneamente. Da quell’episodio il cuore di Anna Maria si aprì alla grazia divina per realizzare il perdono dei peccati e la vita nuova in Cristo.

Dopo pochi mesi il nostro missionario dovette ritornare negli Stati Uniti, il trasferimento avrebbe determinato due difficoltà, la prima inerente alla sua sostituzione, la seconda a quella della moglie che accompagnava il canto in chiesa. In maniera del tutto improvvisa, alla fine di una riunione, chiese se fra i presenti ci fosse qualcuno che sapesse suonare l’organo. Dato che nessuno era in grado, si rivolse ad Anna Maria, chiedendole se le sarebbe piaciuto imparare, alla risposta timida ed impacciata ma positiva seguì un appuntamento, l’indomani mattina sarebbe passato da casa in auto per portare madre e figlia da un maestro di musica che si sarebbe incaricato di avviare Anna Maria alla teoria prima ed ad uno strumento dopo. Nasce così in modo apparentemente fortuito ma in realtà provvidenziale quella che sarà la vocazione di Anna Maria, infatti la musica sarà per lei professione secolare ma soprattutto servizio alla gloria di Dio.

La famiglia Ferretti nuovamente cambiò chiesa per frequentare la comunità di via Issiglio. Era logico che anche in questo contesto Anna Maria si ritrovasse ben presto dietro un organo per accompagnare i canti durante i culti. Quello era il posto che occupava, quando nel 1953 fu trasferito a Torino un giovane pastore. Francesco Toppi aveva venticinque anni, proveniva dalla chiesa di Roma ma aveva già servito il Signore in Calabria ed in provincia di Benevento. Notò la ragazza che suonava, l’attenzione nel tempo si tramutò in sentimento, che si concretizzò nel fidanzamento. Nel 1958 dovette rientrare a Roma per ricoprire l’incarico di segretario dell’Istituto Biblico Italiano. Il 14 giugno 1959 a Torino furono celebrate le nozze fra i due che rientrarono a Roma ed un anno dopo circa, la loro unione fu allietata dalla nascita di Lucilla, il 5 aprile 1960. L’anno seguente il fratello Toppi sarà eletto pastore della chiesa di via dei Bruzi e la famiglia andrà ad abitare presso l’appartamento pastorale. Saranno anni durissimi per Anna Maria, che dimostrerà una forza d’animo ed una determinazione insospettabili agli occhi di chi superficialmente si era fermato ai suoi modi cortesi e riservati.

La sorella Toppi per anni dovrà assistere la piccola Lucilla, sottoposta spesso ad interventi chirurgici, affiancare il marito nel ministero e dopo stargli accanto perché nel frattempo si era a sua volta ammalato. Si imponeva una reazione di fede. Affidando come sempre tutto al Signore, Anna Maria ritornò agli amati studi di musica, prima seguendo le lezioni private di un maestro e dopo iscrivendosi al Conservatorio di Napoli, dove conseguirà il diploma in pianoforte nel 1973 grazie al quale potrà insegnare presso le Scuole statali.

Nel 1974 riceve l’incarico di dirigere il Coro della chiesa di Roma, ruolo che ricoprirà per oltre trent’anni. Sarà grazie alla sua visione di fede, alla dedizione appassionata che il Coro diventerà un’opera importante della chiesa. Anche in questa occasione si sottoporrà ad un nuovo carico di lavoro e frequenterà dei corsi per direttori di Coro così da migliorare il servizio stesso. Centinaia di giovani e meno giovani nell’arco di una generazione ne hanno fatto parte, imparando lezioni fondamentali di canto ma soprattutto di fede. Come non citare le campagne di evangelizzazione, le visite alle comunità, la partecipazione a Raduni in Italia ed all’estero, i viaggi in pullman, le riunioni di preghiera. Grazie al lavoro di ricerca e selezione di Anna Maria, alle traduzioni dall’inglese del fratello Toppi, il Coro oggi vanta un repertorio vasto di canti evangelici di qualità, con testi che hanno parlato allo spirito di chi ha cantato e di chi ha ascoltato.

Soltanto un breve accenno all’insegnamento svolto presso l’Istituto Biblico Italiano. La sorella Anna Maria ha parlato a generazioni di studenti, molti dei quali oggi servono nel ministero o nelle rispettive comunità. Infine, la ricordiamo all’organo in via dei Bruzi e in questo locale durante i culti, sempre presente e puntuale per accompagnare il canto dell’assemblea, almeno fino a quando la famiglia Toppi si trasferì ad Albano Laziale. Era il 2009, Anna Maria iniziò a frequentare la missione di Ciampino, rispettando la sua prospettiva preferita, da dietro una tastiera, anche lì amata dai credenti ed assistita spiritualmente dal fratello Fabio Rodorigo. La sorella Toppi ha suonato fino al giorno prima del malore che l’ha portata in ospedale.

Ho conosciuto i coniugi Toppi nell’agosto del 1980 presso il Centro Comunitario “Elim”, mai allora avrei immaginato che avremmo trascorso insieme tutti questi anni nel servizio al Signore. La sorella Anna riservata e forte, è stata la moglie di un uomo che ha segnato il Movimento italiano, eppure non è stata mai invadente, non ha mai reclamato per sé le luci e quando queste si sono accese ha saputo muoversi con eleganza e garbo cristiani. Non ha mai confuso il privato familiare con il servizio pubblico in chiesa.

L’ultimo ricordo che conservo di lei è caro. Nel Reparto di Terapia Intensiva con mia moglie abbiamo pregato con lei, le stringevo la mano e con difficoltà provava a rispondere alla preghiera, alla fine della quale con sforzo ha farfugliato “amen”.

Concludo citando una frase che il fratello Eliseo Cardarelli ha riportato nelle note biografiche del fratello Francesco Toppi lette in occasione del suo funerale. Durante la celebrazione di un matrimonio presso la chiesa di via dei Bruzi, il fratello Toppi levò lo sguardo verso la galleria dove all’organo era seduta la sorella Anna Maria e disse: “La nostra vita non è stata facile, ma è stata una vita bella, perché la vita più bella è quella che si consuma per il Signore”.

Dalla pagina facebook della
Chiesa Evangelica ADI Roma Casilino