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Sentivo tangibilmente e reale la presenza di Dio dentro di me


Mi chiamo Giuseppe S. e sono nato a Lucerna, da genitori emigrati dalla Calabria in Svizzera. Insieme a mia sorella di 4 anni più piccola di me siamo cresciuti a Emmen. I miei genitori e specialmente mia madre, hanno sempre cercato di inculcare sani principi morali affinché da grandi potessimo vivere in pace con tutti.

Ma a partire dalla mia adolescenza, a 14 anni, iniziai ad allontanarmi da questi buoni consigli ricevuti. Ero molto ribelle soprattutto verso i miei genitori e verso gli insegnanti a scuola. Con i miei amici rubavamo pezzi di motorini per potenziare i nostri e di tanto in tanto prendevamo di nascosto la macchina del maestro per divertirci, fino al punto che i miei genitori dovettero presentarsi dal maestro perché mi volevano buttare fuori dalla scuola. Soltanto grazie ai miei buoni voti a scuola non mi hanno buttato fuori dalla scuola.

Ma questo era solo l'inizio del mio cadere in basso. Iniziai l'apprendistato come imbianchino. Il primo anno riuscivo a sfogarmi sul lavoro e tornavo a casa abbastanza sereno. Ma pian piano il lavoro non era più sufficiente. A 18 anni, i miei genitori mi hanno ritornato i soldi che avevo guadagnato durante gli anni nei piccoli lavori estivi che facevo e mi sono comprato una Fiat Uno. Appena fatto l'esame teorico della patente iniziai ad uscire con la macchina anche se ancora non avevo fatto l'esame pratico.

Dopo aver ottenuto la patente ed essere diventato un figlio che causava molte preoccupazioni ai miei genitori, ho avuto molti incidenti stradali. Mia madre era sempre molto preoccupata quando uscivo. Ho conosciuto, frequentando moltissimo le discoteche, persone che vivevano nella delinquenza. Vedevo la facilità come queste persone facevano soldi e volevo approfittarne anch'io.

Questo mi impedì per due volte di potermi concentrare per superare gli esami finali dell'apprendistato, ma non me ne curavo affatto. Essendo diventato uno dei membri di questa banda di delinquenti, iniziai a fare molti soldi con un giro d'affari che girava intorno allo spaccio di droghe, mentre i miei amici di questi loschi affari si occupavano di organizzare la prostituzione e il commercio d'armi.

Mia madre si chiedeva sempre come facevo a permettermi un certo lusso, visto che guadagnavo molto poco da apprendista. Iniziai anche ad avere le mie prime esperienze con le donne e mia madre mi rimproverava perché ero diventato un vero e proprio casanova. Ero entrato così profondamente in questo mondo che portavo con me persino un'arma da fuoco per proteggermi e avemmo anche risse con altri gruppi a Lucerna.

Al culmine di questa mia carriera delinquenziale ricevetti una proposta da una banda malavitosa del mio paese d'origine in Calabria, i quali mi chiesero di entrare nel loro giro. Dopo poche settimane però il loro capo fu ucciso. Nel frattempo a Lucerna l'ambiente si faceva sempre più difficile e pesante, così la nostra banda si disunì. Questi segni mi dimostrano oggi che il Signore aveva un occhio di riguardo su di me, perché non arrivai mai al punto di non poter più tornare indietro, cioè del non ritorno.

Presi iniziativa in accordo con i miei genitori di andare per quattro mesi da uno zio che viveva nel Nord Italia, per allontanarmi da tutte le amicizie malsane che avevo a Lucerna. Ritornato in Svizzera nell'estate del 2004, mi misi sotto a studiare per ottenere finalmente l'attestato professionale di imbianchino.

Ma subito dopo ebbi un'occasione che non mi sarei mai aspettato. Ricevetti un'offerta di lavoro presso un'azienda di collocamento di lavoro temporaneo. Che miracolo!
La mia vita si normalizzò, dal mio punto di vista e nel 2007 incontrai Daniela, la mia futura moglie.

Lei era cresciuta in una famiglia dove cera la testimonianza dell'Evangelo e mia suocera mi parlava di Gesù ogni volta che l'andavamo a trovare. Ma questo m'infastidiva molto e non volevo sapere niente. Non ero mai andato in chiesa e l'unica cosa che conoscevo della fede era San Francesco.
Le rispondevo sempre bruscamente e non volevo accettare il messaggio della Bibbia, perché proprio non volevo saperne!

Ma, pian pianino però, forse per curiosità e quando mia suocera smise di parlami di Gesù e del Suo amore, nel 2008 andai con lei per la prima volta nella chiesa evangelica di Dietikon che lei frequenta. Già in quell'occasione sentii una forte energia, questa fu per me la prima chiamata del Signore, ma non me ne preoccupai più di tanto.

Cominciarono però dei seri problemi sul posto di lavoro. Oggi credo che Dio permise questo per preparare il mio cuore. C'erano tante truffe e irregolarità nella gestione del personale presso la mia azienda di collocamento lavorativo. Gli operai che noi prestavamo alle imprese reclamavano con ragione mancanze di tutti i tipi, come il non aver versato i contributi AVS, Suva, ecc.

Queste persone mi minacciarono e questo mi fece entrare come in un tunnel fatto di preoccupazione e oppressione. Nel mese di ottobre del 2009, andando con dei colleghi a prendere qualcosa da mangiare in un locale, all'improvviso mi misi a pregare e fu come fosse la seconda chiamata da parte del Signore. Io non avevo mai pregato prima in vita mia. I miei colleghi mi guardavano attoniti e sorpresi. Quando tornai a casa pregai per i cibi prima di cena e Daniela ne rimase molto colpita. Da allora incominciai a cercare il Signore. Frequentavo la chiesa di mia suocera quando la andavamo a trovare a Dietikon.

Nel frattempo lasciai la ditta per la quale lavoravo e andai a lavorare presso una diretta concorrente. A motivo che avevo una clausola di divieto di concorrenza nel precedente contratto di lavoro, anche se questo non era legittimo, la vecchia azienda mi denunciò e iniziò un processo contro di me. Questo e il fatto che nel frattempo Daniela era rimasta incinta mi fece cadere in un vero e proprio buco fatto di preoccupazioni e ansie molto grandi, al punto che caddi un po' in depressione. Così che quest'anno, tre settimana prima di pasqua, mi chiusi nella mia stanza e mentre guardavo fuori dalla finestra il Signore mi chiamò per la terza volta. Le mie ginocchia si piegarono da sole e mi misi in ginocchio a pregare davanti al mio letto. Piangendo dissi al Signore quasi disperato: "Se tu esisti veramente, aiutami!". Allora ricevetti una grande pace e accettai il Signore come mio personale Salvatore e Signore, confessandogli tutti i miei peccati. Sentivo tangibilmente e reale la Sua presenza dentro di me, come non l'avevo mai sentito prima.

A metà marzo avevo incontrato Domenico Ielapi, un credente che frequentava la comunità evangelica italiana di Zugo e Lucerna a Gisikon e parlando gli dissi che conoscevo l'Evangelo. Così incontrandolo di nuovo dopo una settimana dalla mia conversione, decisi di andare in chiesa con lui. Incredibilmente le mie ansie, a motivo della causa e del fatto che presto sarei divenuto padre in quelle condizioni, non scomparirono, ma accrebbero, al punto che non potevo più dormire. Però il Signore mi ha liberato potentemente e ora sono libero, nonostante la causa non sia ancora conclusa!
Ho accettato il Signore e voglio servirLo per tutta la mia vita! Quest'anno il Signore mi ha benedetto grandemente! Ho potuto sposare Daniela, la moglie che Egli ha preparato per la mia vita, sto per diventare padre, questo ha anche cambiato tantissimo la mia vita e oggi posso testimoniare davanti a voi e al mondo invisibile la mia appartenenza a Dio e alla chiesa di Cristo, per sempre!

Quando ho dato il mio cuore a Gesù, quello stesso giorno, aprendo la Bibbia casualmente, come fossi guidato dallo Spirito Santo, lessi il Salmo 25 che mi ha toccato particolarmente, perché è un po' la storia della mia vita!


A te, o Signore, io elevo l'anima mia.
Dio mio, in te confido; fa' che io non sia deluso,
che i miei nemici non trionfino su di me.
Nessuno di quelli che sperano in te sia deluso;
siano confusi quelli che si comportano slealmente senza ragione.
O Signore, fammi conoscere le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e ammaestrami;
poiché tu sei il Dio della mia salvezza;
io spero in te ogni giorno.
Ricòrdati, o Signore, delle tue compassioni e della tua bontà,
perché sono eterne.
Non ricordarti dei peccati della mia gioventù, né delle mie trasgressioni;
ricòrdati di me nella tua clemenza,
per amor della tua bontà, o Signore.

Salmo 25:1-7