Più credevo, più la mia vita si trasformava
Nascita, divorzio e cresciuto dalla zia Anna
Sono nato figlio unico da genitori non credenti. All’età di due anni, i miei genitori si sono divorziati e avevano deciso che io vivessi 4 giorni da mio padre e 3 giorni da mia madre. Ma già dopo la mia nascita era venuta mia zia dalla Sicilia, che vivendo a casa di mio padre mi ha cresciuto come un figlio fino all’età di nove anni. La zia non si è mai sposata, si è sempre sacrificata per i bisogni della nostra famiglia ed ha temuto il Signore nella propria semplicità pregando tutti i giorni. Grazie alla sua testimonianza di vita ho ricevuto da bambino tanti insegnamenti cristiani, essendo stata sempre una persona paziente, umile, gioiosa e piena d’amore verso tutti.
Grandi sofferenze e delusioni d’infanzia
Ma molto presto ho capito che il mondo non girava affatto per il bene, come sarebbe piaciuto a me, e che tutti pensavano solamente a se stessi e si rallegravano anche delle disgrazie degli altri. Ero tirato avanti-indietro dai miei genitori, soffrivo spesso di solitudine ed ero molto triste e depresso. Avevo solo 11 anni quando mi sentivo così abbandonato da tutti che per la prima volta mi venne il pensiero del suicidio. Ma continuavo a sperare che le cose cambiassero, anche se ero tutt’altro che in buona compagnia (1 Corinzi 15:33). Soffrivo molto l’ingiustizia e la ribellione nel comportamento dei miei coetanei, e col passare del tempo mi chiedevo sempre più se erano veramente tutti loro che stavano sbagliando o se ero
io che non capivo (2 Pietro 2:8).
Il primo stato di esaurimento a 15 anni e la pace nel cuore
Mi sentivo sempre fortemente sotto pressione ed ero affamato di giustizia, finché, all’età di 15 anni, deluso ed esaurito, ho incominciato a diventare ribelle contro tutte le autorità che mi circondavano. Rispondevo male se qualcuno mi rimproverava, e in particolare a scuola litigavo spesso coi maestri quando davano voti troppo severi mentre dentro di me mi vantavo di essere il migliore in classe e l’unico che si impegnava seriamente. Ma quando poi per le vacanze estive sono tornato in Sicilia, ho rincontrato mia zia che subito ha capito che stavo prendendo una brutta strada. Così, mentre come al solito un giorno mi esortava con amore ad essere ubbidiente e di non prendermela sempre con gli altri, all’improvviso una pace mai provata prima mi ha riempito il cuore e subito mi si sono aperti gli occhi. Non sapevo che cos’era, ma a quel punto ho capito che stavo sbagliando e che potevo decidere io stesso tra fare il bene o il male, e mi decisi per il bene. Ho smesso di imputare le colpe degli altri ed all’improvviso avevo ritrovato la voglia di vivere.
Costretto a conformarmi alle cose del mondo – la morte di mia zia, la ricerca della pace nel mondo - la depressione e sempre piu “chiuso in me stesso”
Ma all’epoca avevo già commesso un grave errore che ha influito in maniera molto negativa sul cammino della mia vita: Ascoltando il consiglio degli altri, ho rifiutato di andare al liceo nonostante mi ero già iscritto. Oltretutto, cominciando a lavorare nell’apprendistato, mi è stato vietato di fare la maturità professionale. Sono così rimasto con le stesse cattive compagnie che, come dice la Bibbia, corrompono i buoni costumi (1 Corinzi 15:33). Nella mia solitudine, che era il mio punto debole, credevo di non avere altra scelta che di conformarmi ai vizi e ai piaceri che il mondo offriva, come facevano gli altri. Ho piano piano incominciato a fare sempre più quello che non avrei voluto mai fare: Prima a fumare le sigarette, poi gli spinelli, più tardi anche il vizio di bere, e tutto questo sembrava la cosa più normale che esistesse. Questo non ha che peggiorato la situazione. Così ho incominciato a liberarmi da quei vizi e volevo trovare un senso alla mia esistenza. Ma la morte improvvisa di mia zia ha lasciato una tristezza ed un vuoto incolmabile, perdendo a 18 anni l’unica persona che mi capiva e di cui mi fidavo veramente. Dopo di questo ho più che mai cercato felicità nella vita, ma nulla mi convinceva: Né insegnamenti “New Age”, né religioni, né astrologia, né alcuna filosofia riuscivano ad aiutarmi mentre facendo la cresima nella chiesa cattolica, mi era stato insegnato che la Bibbia è un libro antico che non bisogna più leggere per forza. Ho cercato una via d’uscita nei vari divertimenti che mi si offrivano: nei bar, nelle discoteche, in giro per il mondo nelle ferie in Thailandia, a Miami, in Cipro, ma nient’altro che delusioni.
Quando poi l’Italia è diventata campione del mondo (evvaiii!!!!), ho capito che non basta realizzare grandi sogni nella vita per trovare serenità… Così ero sempre più preso da ansiose preoccupazioni e facevo sempre più fatica ad addormentarmi la sera. Di conseguenza, di mattina non riuscivo ad alzarmi. Ero fortemente deluso che non esistevano più persone serie e tutti avevano atteggiamenti egoisti ed immorali che io non riuscivo mai né a capire né a condividere. Deluso dalle compagnie del mondo, mi sono chiuso sempre più in me stesso. Avevo tanto bisogno di una famiglia, ma non si trovava rimedio in nessuna maniera. Desideravo fidanzarmi, ma non si trovava mai nessuna che condivideva atteggiamenti di serietà e morale. Ero sempre più depresso da un mondo che non sembrava offrire niente per me. Avevo solo un’ultima speranza: Andarmene via da qui per vivere in Italia – lì dove quando andavo in vacanza trovavo conforto spirituale ed una famiglia. Lì mi sentivo tutta un’altra persona e non più rifiutato dal mondo (1 Corinzi 4:13).
L’unico scopo ormai era evitare il peggio! Ma tutte le porte si chiudevano, ed ero ancora una volta più che mai disperato e scoraggiato, arrivato al capolinea della mia vita ed avevo tanta paura di morire senza capire perché. Ero tormentato da pensieri di suicidio, dove grazie a Dio ho capito che non venivano da me. Ho più che mai odiato tutto il mondo e tutte le cose che erano in esso, e non mi fidavo più di niente e nessuno.
Poi la chiamata del Signore e un cambiamento radicale nella vita!!
Così, dopo che al lavoro mi avevano concesso di prendere 1,5 mese di vacanze nell’estate del 2009, sono sceso in Sicilia dove ho finalmente avuto più tempo per stare insieme a degli amici seri che avevano riposto la loro fiducia nel Signore. All’inizio temevo che anche il vangelo fosse uno di tanti “imbrogli” che esistono nel mondo, ma esaminando le cose ed il fatto che i credenti dimostravano tanta pace e serenità, ho capito che non potevano essere tutte menzogne. Nello stesso periodo, essendo tifoso juventino, avevo anche letto il libro di Nicola Legrottaglie e la sua testimonianza di fede.
In Sicilia ho incominciato a frequentare la chiesa e leggere la Bibbia, capendo che le promesse di Dio all’uomo non erano favole inventate (2 Pietro 1:16), ma la verità (Giovanni 17:17)! Ero stupito dagli insegnamenti così semplici di Gesù che all’inizio pensavo “è troppo bello per essere vero”, ma più credevo più la mia vita si trasformava. Sono tornato dentro di me ed ho capito che non dovevo affatto conformarmi alle cose del mondo, ma che esisteva veramente qualcuno che si interessava che mi adoperavo per il bene. Da quando ho accettato Gesù ho incominciato una nuova vita. Col suo aiuto sto piano piano ritrovando i pezzi perduti in tutti questi anni. Mi ha salvato da questo mondo “in caduta libera” ricordandomi che l’umiltà è il segreto della vera grandezza (Marco 9:33-37) ed in questa chiesa ho trovato una nuova famiglia. Grazie all’aiuto del Signore mi sono liberato dal vizio di fumare.
Oggi so che la testimonianza e gli insegnamenti ricevuti dalla zia sono stati fondamentali perché non mi sia successo di peggio nella mia vita. Il Signore ha avuto pietà di me e sono sicuro che ha riservato ancora più benedizioni per il mio futuro, perché il Signore non ci da come il mondo ci da (Giovanni 14:27). Il Signore mi ha riaperto una porta per ritornare a studiare e sicuramente avrà già preparato una compagna di fede con la quale un giorno mi sposerò. Infine, riguardando indietro, mi sembra di aver fatto ‘un lungo viaggio’ per andare dove? Tornare indietro, al principio!
Quando questa estate sono ritornato in vacanza in Sicilia, riflettevo sul fatto che non avevo un verso preferito della Bibbia come avevano tanti altri credenti dopo la loro conversione. Però dopo qualche giorno, quando ci siamo riuniti in chiesa per la riunione di preghiera, il Signore si è usato del suo servo che ha letto il Salmo 40 dai versi 1-3 e mi ha toccato particolarmente perché riflette la storia della mia vita:
Ho pazientemente aspettato il Signore,
ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido.
Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione,
dal pantano fangoso;
ha fatto posare i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico
a lode del nostro Dio.
Molti vedranno questo e temeranno,
e confideranno nel Signore.
Marco