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Sentii per la prima volta la presenza di Dio nella mia vita


Quando avevo otto anni mio padre portò in casa una Bibbia che gli era stata donata da una persona che serviva il Signore. La Parola di Dio toccò i cuori dei miei genitori ed io vidi realizzarsi una grande trasformazione nella loro vita. Iniziarono a pregare ed a servire Iddio e ciò determinò, tra l‘altro, un profondo mutamento del clima familiare, che divenne sereno, pacifico e gioioso. Però, anche se da un lato mi compiacevo per come andavano le cose, non accettavo, per contro, l‘invito che mi rivolgevano i miei cari di donare il cuore al Signore. Anzi, mi ribellavo all‘idea di essere come loro; ciò, però, mi procurava sofferenza e tristezza. Avevo un carattere molto vivace ed attento a tutto ciò che vedevo ed ascoltavo e volevo vivere la mia vita a modo mio e fare molte esperienze. Per tale motivo ritenevo , a torto, che nessuno mi comprendesse. Inoltre, non capivo come potesse accadere che la mia voglia di vivere attivamente mi producesse tristezza, mentre la vita semplice dei miei genitori procurasse loro una così grande gioia. La sera, quando mi coricavo, piangevo di nascosto e speravo che accadesse qualcosa che modificasse radicalmente la situazione.

E ciò avvenne perché Dio, che scruta i cuori e conosce i segreti degli uomini, decise di intervenire nella mia vita. Un giorno, quando avevo sedici anni, una persona venuta a farci visita mi parlò di Gesù e mi invitò ad assistere ad una riunione evangelica. Avevo sempre rifiutato analoghi inviti rivoltimi dai miei genitori, ma quella volta accettai. Entrata nella chiesa ed inginocchiatami, sentii per la prima volta la presenza di Dio nella mia vita e compresi subito che quella era la cosa che mi mancava per essere felice. Aprii quindi il cuore a Gesù e compresi l‘amore grande che Egli aveva per me, amore che Lo aveva condotto a morire sulla croce per i miei peccati. Vidi come in un‘immagine reale il Suo capo coperto di spine ed il Suo sangue prezioso sparso per la mia salvezza. Allora mi misi a piangere amaramente e chiesi perdono al Signore per la mia ostinazione e per la durezza che avevo sino ad allora dimostrata nel rifiutarLo. Nel pianto, però, oltre all‘amarezza, vi era anche la gioia di averLo finalmente accettato. Gesù mi ricompensò abbondantemente, benedicendomi e dandomi la Sua pace.

Da quel giorno la mia vita subì una profonda trasformazione in senso positivo. I problemi continuarono a presentarsi, ma c‘era Gesù che mi aiutava a risolverli; le prove non mancavano, ma la fiducia in Dio era il potente rimedio per superarle. Crescendo non ho più sentito la necessità di rivolgermi a destra ed a sinistra per realizzarmi, poiché Gesù era divenuto il bene supremo e l‘appagamento della mia vita.

Mi sono sposata ed ho avuto cinque figli. Anche nella famiglia che avevo costituita non sono mancati i problemi e le afflizioni. Io, però, ho continuato sempre a sperare nel Signore, confidando a Lui ogni cosa, ogni problema. Egli mi ha sempre dato la forza di andare avanti, anche quando il buio sembrava prendere il sopravvento e ciò ha fatto aumentare la mia fede in Gesù. Non ho soltanto sperato nel Signore, ma L‘ho anche servito e mi sono adoperata nell‘opera Sua. I miei figli, che ho sempre teneramente amato, mi hanno procurato ulteriori problemi. Anche loro benché gli avessi parlato di Gesù, inizialmente non volevano saperne del Signore, ma poi, grazie al Suo aiuto e alle preghiere che instancabilmente Gli rivolgevo, essi, uno alla volta, hanno aperto il cuore a Gesù e Lo hanno accettato nella loro vita. Ora servono tutti il Signore e grande è la mia gioia nel vederli riuniti nella Sua casa.

Adesso posso affermare, per esperienza, che Dio è fedele e può risolvere ogni problema. Ciò che ha compiuto per me può farlo per chiunque si avvicina a Lui per fede.

Eva E.