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L'ubbidienza alla Parola di Dio è fonte di benedizione
(Luca 6:20-49)


„L‘uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l‘uomo malvagio, dal malvagio tesoro, tira fuori il male; perché dall‘abbondanza del cuore parla la sua bocca“ (Luca 6:45).


Introduzione
Il problema dell‘uomo non è tanto conoscere la verità quanto permettere alla verità di governare la propria vita. (1) Il credente è chiamato a scegliere tra i vantaggi mondani e le benedizioni celesti. (2) Una condotta sana è la testimonianza più efficace da dare al mondo. (3) La vera beatitudine è accettare e far regnare Gesù Cristo nel proprio cuore.

„Gesù alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi che siete poveri, perché il regno di Dio è vostro. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno da loro, e vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell‘uomo. Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande nei cieli; perché i padri loro facevano lo stesso ai profeti“ (Luca 6:20-23).


Le benedizioni dell'ubbidienza
La povertà produce sofferenza ed amarezza. Gesù incoraggiò spesso i suoi discepoli a guardare con gli occhi della fede anche in simili circostanze. Il più misero e bisognoso discepolo di Cristo ha a sua disposizione tutte le risorse del regno di Dio. Gli odiati, i separati, gli esclusi e gli scacciati, per ragioni riguardanti Gesù, avranno una grande ricompensa in cielo. La povertà, la fame, la sofferenza diventano opportunità per esercitare la propria fede.

I profeti dell‘Antico Testamento sperimentarono quanto Dio può fare quando le cose sembrano andare male. Quando Dio nutrì Elia per mezzo dei corvi, non fu forse quando il profeta era circondato dall‘ostilità generale e cercavano perfino di ucciderlo? Più tardi, quando il torrente rimase asciutto, Dio lo nutrì moltiplicando la farina e l‘olio di una vedova, proprio durante una grave carestia (I Re 17:6,14-20). Nello stesso modo Dio provvide abbastanza olio ad un‘altra vedova, quando il cuore di lei era straziato dal dolore a motivo dei due suoi figli, che dovevano essere venduti come schiavi per pagare tutti i suoi debiti (II Re 4:1-7). Nello stesso modo gli apostoli impararono a rallegrarsi, anche quando non avevano cibo a sufficienza o indumenti da indossare: tutto ciò per amore di Cristo e per la predicazione dell‘Evangelo.


Il tempo di gioire
Il tempo di gioire per i cristiani, non è soltanto quando le cose vanno bene, ma anche quando la gente li odia, quando li copre di insulti e di affermazioni di maldicenza. Attraverso queste cose la fede del credente viene messa alla prova e, nello stesso tempo, cresce. La Bibbia tende ad eccitare la povera gente contro i ricchi? No. La Bibbia dice al ricco: Dà; ma mai dice al povero: Prendi. Dice invece: „Non ruberete, e non userete inganno né menzogna gli uni a danno degli altri. Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò che è suo“ (Levitico 19:11-13).


Il Sermone sul monte
Nel suo discorso sul monte, Gesù disse che ci sarebbero state persecuzioni per i cristiani. Esse, tuttavia, sarebbero risultate fonte di gioia e di benedizione. I credenti dovrebbero aspettarsi la persecuzione. Infatti, Gesù disse: „Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me... Ricordatevi della parola che vi ho detta: „Il servo non è più grande del suo Signore“. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra“ (Giovanni 15:18,20).

Qualche volta Dio libera i credenti dalla persecuzione, come avvenne con Daniele (Daniele 6). In altri casi la persecuzione determina la morte del credente, come avvenne nel caso di Stefano (Atti 7). La cosa importante da ricordare è che la persecuzione non separa il credente da Cristo (Romani 8:35).


Impedimenti alla fede
In constrasto con le sofferenze patite da coloro che accettano di fare la volontà di Dio e soffrono per la causa di Cristo, vi sono i godimenti di quelli che sono ricchi e soddisfatti ma che un giorno soffriranno a motivo del loro atteggiamento nei confronti dell‘Evangelo (Luca 16:19-31). Gesù non condannò i ricchi, ma espresse il suo dispiacere per le loro attitudini (Luca 18:24,25).


Attegiamenti chiari e retti
Coloro che sono chiamati a soffrire per amore di Cristo e dell‘Evangelo, dovrebbero rispondere alla persecuzione con la legge dell‘amore. Gesù, infatti, esorta i propri discepoli a mostrare amore, a fare del bene anche a coloro che li odiano, a benedire coloro che li ingiuriano, a porgere l‘altra guancia dopo aver ricevuto qualche pugno o qualche schiaffo, a dare la tunica a chi ha rubato loro il mantello. Gesù desidera che il credente si renda conto della vera natura dell‘amore.


Partecipi della natura divina
L‘amore umano non basta a chi desidera vivere secondo l‘insegnamento di Gesù, se esso non gli è dato da Dio (II Corinzi 1:7). Gesù si aspetta che i suoi discepoli reagiscano in modo diverso da coloro che non lo conoscono. L‘amore può essere manifestato in diversi modi:

- Servendo il fratello nel bisogno (Matteo 25:35).
- Portando il peso dei deboli (Galati 6:2).
- Perdonando coloro che ingiuriano (Efesini 4:22).
- Tollerando coloro con i quali non si va d‘accordo (Efesini 4:2).
- Coprendo i falli degli altri (quando è utile e dannoso metterli in evidenza) (Proverbi 10:12; I Pietro 4:8).

Giuseppe è un esempio importante perché aveva tutte le ragioni per maltrattare e vendicarsi dei suoi fratelli, invece egli manifestò loro amore, perdonandoli (Genesi 45:15).


I pericoli dell'ipocrisia

La cecità spirituale
Gesù continuò il suo discorso mettendo bene in risalto l‘importanza di seguirlo e di ubbidire ai suoi comandamenti. I Maestri ciechi alla verità, che Gesù stava insegnando, sarebbero caduti nella fossa e avrebbero trascinato i loro seguaci sotto lo stesso guidizio divino destinato a loro.

Lo spirito critico
Uno dei fattori principali, che generano cecità spirituale è lo spirito critico, sempre pronto a trovare difetti negli altri per condannarli. Gesù paragonò tali persone a coloro i quali, pur criticando chi ha una pagliuzza nell‘occhio, non si accorgono della trave che è nei loro occhi. Gesù chiamò questi tali ipocriti, perché, pronti a criticare gli altri, si stimano perfetti, non vedendo la loro reale condizione.

Gesù terminò il suo discorso esortando i suoi discepoli non soltanto a chiamarlo Signore, ma facendolo realmente diventare il vero Padrone della loro vita.


Conclusione
Cari Lettori, l‘ubbidienza alla Parola di Dio, è l‘unica via saggia da seguire! Solo coloro che ne fanno il solido fondamento della loro vita quotidiana, saranno vincitori nelle prove e nelle tempeste della vita. La cosa più importante, è la prova finale che „la casa della nostra vita dovrà affrontare“ nel giorno del giudizio. Hai costruito sulla Roccia (Luca 6:48)? Ricorda e non lo dimenticare: La Roccia è Gesù Cristo (I Corinzi 10:4).