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Il regno dell'anticristo e la sua durata (3a parte)

 

Inizio e durata del regno dell'Anticristo

Non si sa con precisione l’inizio e la durata, perché, sia in 2 Tessalonicesi 2:7 che in
Giovanni 2:18-22 sta scritto che lo spirito dell’Anticristo “è già in atto nell’epoca attuale, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo”.Questo significa che non dobbiamo aspettarci un uomo che si faccia chiamare l’Anticristo, ma piuttosto avverrà che lo spirito d’empietà che caratterizzerà quell’epoca raggiungerà un giorno un’estrema violenza e si manifesterà nel mondo sotto la guida di una persona che sarà l’Anticristo.

Attualmente lo spirito dell’Anticristo non si può manifestare come scrive Paolo in
2 Tessalonicesi 2:6, 7, perché qualcuno o qualche cosa lo ostacola o lo trattiene e gli impedisce di raggiungere quella violenza, che sfocerà nella persona dell’Anticristo o uomo del peccato.

Cosa sarà quest’ostacolo o impedimento? Come la presenza di Lot in Sodoma ostacolò e impedì all’angelo di distruggere Sodoma e Gomorra (Genesi 19:15-29), così la presenza dei cristiani fedeli sulla terra ostacolerà ed impedirà la rivelazione dell’Anticristo e la conseguente manifestazione dell’ira di Dio sul mondo malvagio. L’Anticristo si potrà riconoscere anticipatamente? Forse si: con il suo numero 666
(Apocalisse 13:18). Non significa che il suo numero sarà 666, ma che lui si servirà di questo numero per controllare gli uomini.

 

La durata della Grande Tribolazione (Matteo 24:21)

Per rispondere a questa domanda bisogna prima considerare le settanta settimane del profeta Daniele (Daniele 9:24-27).
Sono settanta settimane relative al popolo ebraico ed alla sua salvezza. Settanta settimane sono 490 giorni. Applicando la scala di Dio che considera ogni giorno un anno, i 490 giorni corrispondono a 490 anni. Che un giorno corrispondesse ad un anno è stato detto da Dio diverse volte nelle Sacre Scritture: “Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità per quant’anni, un anno per ogni giorno, e saprete che cosa sia cadere in disgrazia presso di me” (Numeri 14:34).
“Quando avrai compiuto quei giorni, ti sdraierai di nuovo sul tuo lato destro, e porterai l’iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni: t’impongo un giorno per ogni anno” (Ezechiele 4:6).

Calcoliamo settanta settimane (o settanta di sette). Queste settanta settimane sarebbero state, a loro volta, suddivise in tre periodi di 62, 7 e 1 settimana, la settantesima.
Queste sessantanove settimane avrebbero avuto inizio con l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino alla venuta del Messia.
Neemia ebbe l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme nell’anno 445 a.C.

Partendo da questa data e calcolando un anno 360 giorni, come si calcolavano gli anni in quel tempo, si è giunti all’anno 32 di Cristo e all’adempimento della profezia con l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme (Zaccaria 9:9). Resta l’ultima settimana che sarà caratterizzata da un patto saldo tra il secondo principe (l’Anticristo) e la nazione giudaica, patto che verrà rotto alla metà della settimana o alla metà della settantesima settimana: “L’invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana (sette anni); in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore” (Daniele 9:27). Rotto il patto alla metà della settimana, l’Anticristo farà cessare sacrificio e offerta. La cessazione del sacrificio e dell’offerta sono cose abominevoli, detestabili, che fanno orrore.
Queste nefandezze, espressioni massime del male, dureranno e resteranno sul popolo d’Israele fino a che l’Anticristo e il Falso Profeta non andranno in perdizione.

Ora sappiamo quanto durerà la Grande Tribolazione. Siccome essa si identifica con il regno dell’Anticristo, il quale dominerà nell’ultima settimana descritta da Daniele, la Grande Tribolazione durerà sette anni.
Per la severità dei giudizi sarà divisa in due tempi: prima metà della settimana e seconda metà della settimana, ciascuna di tre anni e mezzo. La prima metà è chiamata “Tribolazione”; la seconda metà è chiamata “Grande Tribolazione”.

Perché Daniele ha visto solo le sessantanove settimane e l’ultima, la settantesima, e non ha visto il tempo tra le sessantanove settimane e la settantesima?
Tra la sessantanovesima settimana e la settantesima c’è la Chiesa che, né Daniele né tutti gli altri profeti dell’Antico Testamento hanno visto.
La Chiesa è nata il giorno della Pentecoste e fu rivelata a Paolo (Efesini 3:1-4). Non appena la Chiesa sarà rapita, Dio comincerà l’opera di salvezza del popolo ebraico e della sua nazione. Allora l’ultima settimana descritta da Daniele entrerà nella sua completa realizzazione, nella sua fase storica (3).

 

I giudizi di Dio su questa terra durante la Grande Tribolazione

Poiché il peccato e la ribellione debbono essere allontanati dalla terra per stabilire il “nuovo ordine del Millennio”, sono necessari i giudizi della Grande Tribolazione.
Il libro dell’Apocalisse indica una serie di giudizi parziali annunciati dalle trombe, seguiti da altri più completi, che si manifesteranno con le coppe dell’ira di Dio sulla terra.
Ma, prima che i sette angeli suonino le loro trombe, un angelo si ferma presso l’altare, avendo un turibolo d’oro, ed unisce molti profumi alle preghiere dei santi, indicando che le loro preghiere sono state accettate ed esaudite (Apocalisse 8:3-5).

 

I sette angeli con le sette trombe

Le prime quattro trombe daranno inizio alle prime quattro piaghe.
Prima piaga: grandine e fuoco, mescolati con sangue, furono scagliati sulla terra (Apocalisse 8:7).
Seconda piaga: una massa simile a una montagna fu gettata nel mare (Apocalisse 8:8).
Terza piaga: cadde dal cielo una grande stella ardente come una torcia (Apocalisse 8:10).
Quarta piaga: la terza parte del sole fu colpita, e la terza parte della luna e delle stelle si oscurarono (Apocalisse 8:12).

In Apocalisse 8:13 sta scritto: “Guardai, e udii un’aquila che volava in mezzo al cielo e diceva a gran voce: ‘Guai, guai, guai agli abitanti della terra, a causa degli altri suoni di tromba che tre angeli stanno per suonare’”.
La quinta tromba mostra il re dell’abisso (Satana) (Apocalisse 9:11).
Al suono della sesta tromba si metterà in moto l’esercito satanico, che verrà dall’Eufrate e ucciderà la terza parte degli uomini: “E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell’ora, quel giorno, quel mese e quell’anno, per uccidere la terza parte degli uomini. Il numero dei soldati a cavallo era di duecento milioni e udii il loro numero” (Apocalisse 9:15, 16).

L’esercito satanico che verrà dall’Eufrate è l’esercito asiatico che verrà contro l’impero europeo dell’occidente con a capo l’Anticristo.
Solo i popoli asiatici potranno formare un esercito di 200'000'000 di soldati (Apocalisse 9:16). Usano armi atomiche? Sembra di si: “dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo” (Apocalisse 9:18). Il fiume Eufrate indica, effettivamente, come era nel passato, il confine tra Oriente e Occidente. Al tempo dell’apostolo Giovanni, tale fiume, segnava il confine dell’Impero Romano.

Al suono della settima tromba, ci saranno lampi e voci e tuoni e un terremoto e una forte grandinata (Apocalisse 11:15-19).

 

I giudizi delle sette coppe o ultime piaghe

Le sette coppe porteranno le piaghe finali dell’ira di Dio:

  1. La prima coppa produrrà un’ulcera maligna e dolorosa.
  2. La seconda coppa farà diventare sangue il mare.
  3. La terza coppa farà diventare sangue i fiumi e le sorgenti.
  4. La quarta coppa farà bruciare gli uomini con il calore del sole.
  5. La quinta coppa porterà giudizio sul regno dell’Anticristo che diventerà tenebroso.
  6. La sesta coppa prosciugherà l’Eufrate per preparare la via ai re che vengono dall’Oriente con un grande esercito, che si radunerà ad Harmagheddon per la battaglia del gran giorno del Dio Onnipotente.
  7. Con la settima coppa Dio si leverà per smuovere fortemente la terra. Ci saranno lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n’è avuto uno così altrettanto disastroso. Ogni isola scomparirà e i monti non saranno più trovati. Dal cielo cadrà sugli uomini una grandine enorme, con chicchi di peso di circa un talento (45 chilogrammi) (Apocalisse 16:1-21)

 

La Chiesa passerà attraverso la Grande Tribolazione?

Paolo afferma che prima che Cristo ritornerà per giudicare il mondo, dovrà manifestarsi l’apostasia o sviamento, durante la quale l’uomo del peccato, l’Anticristo, l’empio, prevarrà su tutti ed imporrà, non solo il suo potere, ma anche il culto della sua persona, facendosi adorare
(2 Tessalonicesi 2:1-8).
Sembra evidente che l’Anticristo si manifesterà dopo che la Chiesa sarà stata rapita, ma prima che Cristo verrà a giudicare per porre fine ai regni di questo mondo.

Lasciamo che sia la Sacra Bibbia a rispondere:

  1. “Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non venga addosso all’improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano su tutta la terra. Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”: davanti a Gesù (Luca 21:34-36).
    Siamo invitati a pregare e a vegliare, affinché saremo in grado di evitare le cose terribili che stanno per accadere sulla terra, descritte con dovizie particolari dall’evangelista Luca.
    Infatti, se si evita un’esperienza, non se ne subiscono neanche le conseguenze.
  1. “Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano. Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui”

(Giovanni 3:35, 36). L’ira di Dio è per gli increduli, non per coloro che sono stati giustificati: “Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo”
(1 Tessalonicesi 5:9).

  1. Il programma divino non prevede il giudizio per i credenti, ma per gli increduli, come è scritto in Apocalisse 6:15-17. L’impegno del Signore è quello di preservare i suoi Santi dall’ora della
    tentazione che sta per venire nel mondo intero e per mettere alla prova gli abitanti della terra
    (Apocalisse 3:10).

In 1 Tessalonicesi 4:1-18 Paolo, dopo aver esortato i credenti di Tessalonica alla santificazione ed a camminare dignitosamente verso quelli di fuori, parla del ritorno di Cristo e del rapimento della Chiesa: “Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (vv. 16-18).
Dobbiamo consolarci gli uni gli altri avendo la speranza di essere trovati viventi al rapimento della Chiesa. Non sarebbe una speranza di consolazione, se il rapimento avvenisse dopo l’ira di Dio che si manifesterà con una terribile tribolazione mai conosciuta sulla terra, la Grande Tribolazione.
In questo caso, se il rapimento avvenisse dopo la Grande Tribolazione, la miglior sorte sarebbe quella di morire prima della grande sciagura.

In Tito 2:13 sta scritto: “Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo”. Il rapimento dei credenti è una beata speranza, qualcosa che reca gioia ed allegrezza al cristiano, fin da ora.

In 2 Tessalonicesi 2:7-8 sta scritto: “Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta”.
L’empio di cui parla Paolo si manifesterà solo quando lo spirito (che adesso lo trattiene) verrà “tolto di mezzo”. Il corpo di Cristo, cioè la Chiesa, in cui Egli dimora, insieme allo Spirito Santo lascerà il mondo.

 

Si potrà conoscere il giorno e l'ora?

No. Gesù disse che nessuno lo potrà sapere, come sta scritto in Marco 13:32, 33: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel giorno”.
Se il rapimento si verificasse nel mezzo o alla fine della Grande Tribolazione, i credenti potrebbero conoscerne, se non l’ora, almeno il giorno. Difatti, dalla stipulazione dell’uomo del peccato
(Daniele 9:27), con un facile calcolo, potrebbe essere possibile fissare il giorno del rapimento.
In Apocalisse 6:15-17; 15:7; 16:1 sta scritto che i giudizi della Tribolazione sono la manifestazione dell’ira di Dio. I giusti potranno essere oggetto dell’ira del diavolo, ma non dell’ira di Dio.
In Apocalisse 9:18-21 sta scritto: “Un terzo degli uomini fu ucciso da questi tre flagelli: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle bocche dei cavalli ... Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravvidero dalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di rame, di pietra e legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti”.
Come abbiamo spiegato precedentemente: il fuoco, il fumo e lo zolfo, potrebbero riferirsi all’uso delle armi atomiche.

Confrontando Daniele 7:13-27 e 12:8 con Apocalisse 11:3-12; 12:6-14 e 13:5, comprendiamo che Gesù ritornerà con potenza e gran gloria per porre fine al dominio dell’Anticristo. Il fatto che il ritorno di Cristo avverrà dopo che l’Anticristo si sarà rivelato, avrà preso il suo posto come l’uomo del peccato ed avrà preteso di essere adorato, è un’altra prova che il rapimento della Chiesa avverrà se non prima, almeno alla metà della Tribolazione, mai alla fine.

 


3 Annotazione:
L’anno 445 a.C., nel quale Neemia ebbe l’ordine di restaurare Gerusalemme, potrebbe anche essere non esatto. Gli ebrei corressero il loro anno di 360 giorni aggiungendo, di tanto in tanto, un altro mese per fare l’anno di 365 giorni e per fare coincidere così le stagioni; questo calcolo potrebbe non essere esatto.
Confrontando i capitoli 4 e 7 del libro di Esdra con il capitolo 1 del libro di Neemia, sembra che Esdra fosse ritornato a Gerusalemme tra il 458 – 457 a.C., con l’ordine di ricostruire la città.
Le sessantanove settimane di anni (483 anni) coinciderebbero allora con l’anno 25 o 26 di Cristo, cioè, con l’inizio del ministerio di Gesù dopo il battesimo.
Gesù Cristo nacque in un periodo quando le date si calcolavano dalla fondazione di Roma. Quando il cristianesimo divenne religione di stato, un certo Dionisio, monaco, per ordine dell’imperatore Giustiniano, compilò il nuovo calendario.
Egli commise un errore facendo cadere la nascita di Gesù Cristo nel 753 dopo la fondazione di Roma, mentre l’avrebbe dovuta far cadere sei o quattro anni prima. Ecco perché si dice che Gesù Cristo nacque il 6 a.C., e il Suo ministerio iniziò il 25 oppure il 26 dopo il Suo battesimo.
 

V. Contino

Questo studio biblico continuerà il prossimo mese...