Il regno dell'anticristo e la sua durata (1a parte)
Introduzione
La vita è piena di domande. Alcune sono banali, altre sono più serie, altre ancora sono tremendamente importanti!
Forse, proprio mentre leggi queste parole, potresti porti delle domande intorno alla tua salute, o la tua situazione economica, il tuo lavoro, la tua famiglia, il tuo futuro.
Ma le domande più importanti, le domande di fondo, riguardano Dio e il tuo rapporto con Lui: non c’è niente di più importante nella vita. Certo, tutti vogliono una buona salute, una stabilità economica, un impiego sicuro, una famiglia felice, un futuro promettente. Eppure anche queste cose sono temporanee e, alla fine, prive di senso ... a meno che tu non abbia un rapporto reale con Dio, un rapporto aperto, sicuro, che curi per sempre.
Lo scopo di questo studio biblico
Lo scopo di questo studio biblico è uno stimolo e un’esortazione a credere:
- Alle promesse del Signore, le quali si adempiranno come si sono adempiute le altre.
- A non essere spaventati dai giudizi che Dio manderà su questa malvagia generazione, perché i veri credenti in Gesù Cristo saranno risparmiati.
- Che gli avvenimenti mondiali confermano che le profezie bibliche si stanno adempiendo alla lettera una dopo l’altra.
- Che il ritorno del nostro Signore Gesù Cristo è prossimo.
- Essere uno stimolo e un incoraggiamento allo studio della Parola di Dio, la Sacra Bibbia, e all’osservanza di quello che in Essa è scritto.
- Che facendo questo i credenti scamperanno a tutti i tragici avvenimenti descritti nell’Apocalisse.
La risurrezione di Gesù Cristo
La risurrezione di Gesù Cristo è un evento provato e non può essere messa in discussione. Nessuno, tra i primi convertiti della Palestina, mise in dubbio la veridicità della risurrezione di Gesù Cristo, perché era una realtà evidente.
Se sul piano storico la risurrezione di Gesù Cristo è un evento provato, sul piano religioso è una garanzia della risurrezione dei credenti.
La risurrezione di Gesù Cristo dà alla profezia riguardo la risurrezione dei credenti un’assoluta certezza
(1 Corinzi 15:1-8; Luca 24:13-49; Giovanni 21:1-25; Marco 16:1-20).
I segni della fine
La predicazione dell’Evangelo per tutto il mondo (Matteo 24:14); la manifestazione dell’uomo del peccato e dell’apostasia: ribellione, allontanamento dalla religione (2 Tessalonicesi 2:3); tempi difficili, profetizzati da Paolo in 2 Timoteo 3:1-5, sono attuali.
Gli ultimi giorni prima del ritorno di Gesù Cristo saranno difficili da vivere, ma saranno anche giorni
gloriosi, perché porteranno con sé la “promessa della sua apparizione”.
Gesù parlò anche di falsi dottori, di guerre e di altre calamità, d’iniquità moltiplicata, di carità di molti raffreddata (Matteo 24:11, 12).
L’Evangelo deve essere predicato, la testimonianza deve raggiungere ogni parte della terra, intorno al
trono di Dio ci deve essere gente di ogni lingua, tribù e nazioni in gran numero che canta (Apocalisse 5:9; 7:9, 10; Atti 1:8; 2 Pietro 3:9).
Una fine improvvisa e inattesa
Nel vangelo di Matteo 24:37-44 Gesù esorta i Suoi a essere pronti e a vegliare perché nessuno sa il giorno che Egli ritornerà. Gesù paragona il giorno del Suo ritorno ai giorni di Noè: “Come fu ai giorni di Noè,
così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva,
si prendeva moglie e si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e la gente
non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverà alla venuta del
Figlio dell’uomo ... “.
Il problema non era che si sposavano, mangiavano e bevevano, ma che “di nulla si avvide la gente”. Per l’umanità la venuta di Gesù Cristo porterà una fine improvvisa e inattesa (Marco 13:35, 36); per i cristiani fedeli al Vangelo, questa venuta non sarà una fine, ma un “nuovo principio”: “Tutti saremo mutati, in un momento, in un batter d’occhio”, dice Paolo in 1 Corinzi 15:51, 52.
La gente ai giorni di Noè di “nulla si avvide”, perché non conosceva il Signore. Noè era pronto perché
Lo conosceva. Che Noè conoscesse il Signore poteva sembrare cosa di poca importanza per la massa delle genti, ma nel giorno del diluvio Noè entrò nell’arca e Dio stesso ne chiuse la porta (Genesi 7:15, 16).
I due gruppi
L’umanità si trova in due gruppi: uno nell’arca, l’altro fuori. Il diluvio rese evidente a tutti quale gruppo era nella giusta direzione con Dio. La seconda venuta di Gesù Cristo produrrà lo stesso tipo di separazione, sia quando verrà per la Sua Chiesa, sia quando verrà per giudicare il mondo. Chi farà questa divisione?
Gesù Cristo stesso (Luca 12:51-53; Matteo 10:32-39).
Questa divisione non verrà fatta nel giorno del giudizio, in quel giorno sarà soltanto rivelata. Sono le
scelte che gli uomini fanno in questa vita a determinare in quale gruppo essi si troveranno. Gesù conclude
le profezie di Matteo 24 con delle esortazioni ad essere pronti e a vigilare: “Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà” (Matteo 24:42, 44).
Come risuscitano i morti?
La Bibbia dice chiaramente che la risurrezione dei credenti avverrà al tempo della venuta del Signore. “Cristo la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla Sua venuta” (1 Corinzi 15:23). È evidente, da quest’affermazione, qual è la condizione necessaria per partecipare a questa risurrezione. Quelli che sono di Cristo risorgeranno in questa prima risurrezione. Non vi è altra condizione. Appartenere a Cristo è
l’unica condizione. Ascoltiamo cosa dice l’apostolo Paolo nella prima epistola ai Tessalonicesi 4:15-18:
“ ... I morti in Cristo risusciteranno per primi, poi noi viventi che saremo rimasti, verremo insieme con loro, rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore”.
Questo conferma quanto lo stesso Paolo dice in 1 Corinzi 15:23: “Ma ciascuno (risusciterà) al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla Sua venuta”.
Un corpo nuovo (2 Corinzi 5:1-8; Romani 8:22, 23)
- Quando risusciterà, il corpo del cristiano sarà trasformato o creato in una sostanza nuova, simile al corpo glorificato di Cristo (Filippesi 3:21; Efesini 1:18-20; 1 Giovanni 3:3).
- Il nuovo corpo sarà completamente nuovo, tanto diverso da quello attuale quanto la pianta del frumento è diversa dal granello di frumento (1 Corinzi 15:37).
- Sarà reale come il nostro corpo attuale, poiché quando la Bibbia parla di corpo spirituale, non
intende un fantasma; sarà spirituale, non naturale o terreno (1 Corinzi 15:44-47). - Sarà immortale ed incorruttibile, mai più colpito dal peccato e dalla morte (1 Corinzi 15:52-54).
- Il nuovo corpo non può essere ricevuto in questa vita, neppure alla morte.
- Sarà ricevuto alla risurrezione.
- Quando Gesù ritornerà, prima risusciteranno i morti in Cristo, poi i credenti viventi, che saranno rimasti, verranno rapiti insieme con loro, a incontrare il Signore nell’aria; per essere sempre con il Signore (1 Tessalonicesi 4:13-17).
Questo sarà il momento culminante che è chiamato il “rapimento della Chiesa”: “E così saremo sempre con il Signore”.
V. Contino