La predestinazione?
L'elezione divina e la finale perseveranza
"Dio fin dall'eternità, considerando tutti i discendenti di Adamo caduti in una corruzione completa e irreparabile, ha scelto, per ragioni che a noi sono del tutto sconosciute, un certo numero tra loro ai quali conferire un favore speciale destinandoli alla vita eterna ". Questa è la dichiarazione di Giovanni Calvino e costituisce il fondamento della predestinazione assoluta.
I. Testi fondamentali riguardanti la predestinazione
Atti 13:48 "...tutti quelli che erano ordinati a vita eterna credettero" (Gr. Tasso ~ Disposti per la vita eterna LB: "...e tutti quelli disposti ad accettare la vita eterna credettero". (Lo stesso verbo è usato in
I Corinzi 16:15 "la famiglia di Stefano... Che si è dedicata (si è disposta) al servizio dei fratelli").
Romani 8:29,30: "Quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché sia il primogenito di molti fratelli, e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati".
Questi versetti se ben interpretati alla luce di tutto il messaggio biblico rivelano che:
A) Dio vive fuori del tempo e quindi nell'eterno presente. Il termine preconoscenza lo usiamo noi figli del tempo. Dio vede non prevede. Egli vede ma non decide. Sa chi crederà e chi non crederà, perché ha creato l'uomo libero. Se l'uomo non fosse libero non sarebbe responsabile dei suoi atti e quindi incapace di ricevere un premio o una condanna, di conseguenza non potrebbe essere ritenuto colpevole o innocente. Dio sa, ma non decide!
B) La predestinazione ovvero il piano o il disegno di Dio consiste nell'essere conformi all'immagine del Figlio Suo". E la decisione divina secondo cui tutti coloro che credono nel Figlio siano resi conformi alla Sua immagine: cioè ottengano "il fine della fede, la salvezza delle anime" (I Pietro 1:9).
C) La chiamata è quindi generale mediante l'Evangelo e "tutti quelli che sono disposti ad accettare la vita eterna e credono in Cristo come personale Salvatore divengono figli di Dio".
D) La giustificazione è l'atto divino mediante il quale Egli rende giusti coloro che sono perdonati mediante l'opera di Cristo.
E) La glorificazione è l'ultimo atto della grazia per coloro che si sono santificati e sono quindi rimasti fedeli fino alla fine. Efesini 1:4,5: "Avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, a lode e gloria della sua grazia che ci ha concessa nel suo amato Figlio".
II Tessalonicesi 2:13,14: "...Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità. A questo egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro vangelo affinché otteniate la gloria del Signore nostro Gesù Cristo".
II. Testi fondamentali della concezione calvinista
A) Gesù non perde nessuno di quelli che il Padre gli ha dati (Giovanni 6:38-40);
B) Le Sue pecore non periranno mai (Giovanni 10:27);
C) Gesù è sempre esaudito (Giovanni 11:42) ed Egli ha chiesto : "Conservali nel Tuo nome, quelli che tu mi hai dati" (Giovanni 17:11);
D) I nati da Dio sono protetti e il maligno non li tocca (I Giovanni 5:18);
E) Nulla ci separerà dall'amore di Dio (Romani 8:35-39);
F) Lo Spirito Santo è la garanzia della nostra redenzione (II Corinzi 1:22; 5:5; Efesini 1:14);
G) Dio ha il potere di custodire il credente (? Timoteo 1:12);
H) Dio salva perfettamente quelli che si accostano a Lui per mezzo di Cristo (Ebrei 7: 24,25);
I) Siamo custoditi mediante la fede (I Pietro 1:5);
L) Colui che è in voi e più grande di colui che è nel mondo (I Giovanni 4:4).
Se questi fossero tutti i testi riguardanti la salvezza e la perseveranza la posizione calvinista potrebbe essere accettata. Ma esistono altri passi biblici che affermano che si può scadere dalla Grazia.
Il termine apostasia viene dal greco aphistemi che significa lasciare, allontanarsi, cioè muoversi dal luogo in cui uno si trova. Ebrei 6:9-12 afferma che la perseveranza finale è il risultato della dimostrazione del medesimo zelo per ereditare le promesse.
III. Testi fondamentali riguardanti l'apostasia
A) La possibilità di scadere dalla grazia (Ebrei 6:4-6; 10:26-31);
B) L'importanza della perseveranza (Matteo 24:12,13);
C) Chi guarda indietro non è adatto per il regno di Dio (Luca 9:62; 17:32);
D) Chi non dimora in Cristo è gettato via (Giov. 15:6);
E) L'incredulità non è risparmiata (Romani 11:17-21);
F) Possiamo essere riprovati (I Corinzi 9:27);
G) Si può scadere dalla grazia (Galati 5:4);
H) Si può fare naufragio dalla fede (I Timoteo 1:19);
I) Se Lo rinnegheremo Egli ci rinnegherà (II Timoteo 2:13);
L) Occorre mantenere ferma fino alla fine la franchezza e la speranza (Ebrei 3:6,12-14);
M) La condizione dell'apostata descritta (II Pietro 2:20-22);
N) Non c'è vita eterna senza possedere Cristo (I Giovanni 3:11,12).
IV. Le obiezioni alla concezione calvinista
A) È in antitesi con il libero arbitrio;
B) Tende verso l'immoralità;
C) Favorisce l'indolenza;
D) È in contrasto con i versetti biblici che esortano alla perseveranza e parlano del pericolo dell'apostasia:
1. Alcuni vengono meno (Matteo 18:7; I Corinzi 11:19; I Giovanni 2:19);
2. I veri ed i falsi credenti non sono riconoscibili (Matteo 13:25,47; Romeo 9:6,7; Apocalisse 3:1);
3. Le tremende conseguenze di chi ha rigettato Cristo (Ebrei 6:4-6; 10:26-29);
4. La necessaria perseveranza dei credenti (I Corinzi 9:27; 10:12);
E) È in contrasto con i casi di apostasia descritti dalla Scrittura:
1. Il caso di Anania e Saffira (Atti 5);
2. Il caso di Imeneo, Alessandro ed altri (I Timoteo 1:19,20; II Timoteo 2:17,18);
3. Apostati sorti nelle chiese (Atti 20:29, 30).
Secondo la dottrina calvinista Dio preserva per la salvezza finale ognuno degli eletti che chiama e rigenera, cioè quello che in senso popolare è descritto come: "Una volta salvati sempre salvati".
V. Una posizione biblica equilibrata
L'esperienza cristiana implica l'iniziativa divina della Grazia mediante l'annuncio dell'evangelo ma anche la libera risposta dell'uomo. La Scrittura afferma che si può scadere dalla Grazia, ma finché il credente rimane libero nell'esperienza cristiana, la Grazia di Dio lo preserva dalla caduta (Giuda 24).
Una fede fondata sulla Scrittura è certezza che la fedeltà di Dio prevale sulle nostre infedeltà
(II Timoteo 2:13). Tuttavia, poiché l'esperienza cristiana è anche la risposta libera dell'individuo, questa certezza è sempre fondata su Dio che rassicura chi pone fiducia in Lui.
In questa vita non esiste uno stato di perfezione finale, ne consegue che la certezza del credente si fonda unicamente sull'opera perfetta di Cristo. 'Il credente non può mai adagiarsi, come se l'esperienza completa della fede sia stata già realizzata. Egli ha Cristo, ma ha bisogno di Cristo, possiede la salvezza ma ancora necessita di salvezza. Da un lato la sua fede in Cristo è reale, dall'altro la sua fiducia deve essere continuamente conquistata. L'uomo non è mai libero dalle ansie che minano la sua sicurezza, ma come credente non affronta le preoccupazioni da solo, mitre la certezza dell'aiuto potente dello Spirito Santo il Paracleto.
Altri due aspetti della dottrina della perseveranza debbono essere menzionati:
A) Prima di tutto Dio onora la perseveranza dei credenti incrementando le loro capacità spirituali per ricevere le benedizioni divine. Questo è il principio indicato da Gesù: "...a chiunque ha sarà dato"
(Matteo 13:12).
B) Dio preserva la Chiesa, quale comunione dei credenti nello Spirito Santo, così come preserva l'individuo. Infatti Egli risveglia sempre il Suo popolo perseverante ad una nuova vita di vittoria e di potenza.
F. T., Convegno Italia Centrale e Sardegna - Torlupara (Roma), 6-02-1999