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Il ritorno di Gesù Cristo e il rapimento della chiesa

1 Tessalonicesi 4:13-18


"Il Signore stesso, con un ordine, con voce d‘arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell‘aria; e così saremo sempre con il Signore"
(I Tessalonicesi 4:16,17).

L'attesa del Signore Gesù Cristo e le sue conseguenze
Gesù Cristo stesso verrà a rapire i suoi; non affiderà a nessuno quest'incarico. L'incontro non avrà luogo sulla terra, ma nell'aria, alla chiamata potente della voce dell‘arcangelo ed allo squillo di partenza della tromba di Dio. I morti che hanno creduto in Cristo risusciteranno in quel momento, e saranno rapiti insieme ai credenti in vita, ad incontrare il Signore; e lo vedranno.

Nessuna data stabilita
Non ci è indicata nessuna data, nessun termine, e questo per invitarci ad aspettare il Signore in ogni momento.

L'attesa del Signore

1. L'attesa del Signore stacca il credente dal mondo ed imprime su di lui il carattere del cielo a cui appartiene. Egli deve essere continuamente pronto a partire. Quello che fa, quello che dice, deve poter essere approvato dal Maestro quando verrà: lavorare onestamente, non lasciare debiti, vivere in pace con tutti... Così questa speranza è dunque santificante: "Chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro" (I Giovanni 3:3).

2. L'attesa del Signore consola il credente quando uno dei suoi passa per la morte; l'incoraggia nella malattia, nella persecuzione, nelle prove di ogni tipo.

3. L'attesa del Signore incita il credente ad avvertire, prima che sia troppo tardi, tutti quelli che non hanno la certezza della loro salvezza. Questo è lo scopo del messaggio: proclamare la nostra certezza che Gesù ritorna ed invitarlo ad attenderlo con noi.

Un Giudeo incontra il Messia
"Sappia dunque con certezza tutta la casa d‘Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso" (Atti 2:36). "Ah, questo è per te, sporco Giudeo!" Con queste parole, un compagno di scuola mi sferrò un pugno in faccia. Quel pugno mi ha fatto riflettere molto e mi ha crudelmente aiutato a rendermi conto che ero un giudeo. Se erano quelli i cristiani...
In seguito ho avuto occasione di frequentare altri cirstiani, di quelli veri. Li ho visti vivere e non sono stato deluso. Mi hanno parlato di Gesù Cristo, il nostro Messia. Ho creduto, ma ho tergiversato ed alla fine ho seguito la via che mi piaceva, senza Dio, finché mi ha fermato una malattia grave. Mi rendevo conto, in me stesso, che quella malattia era permessa da Dio, perché facessi il bilancio della mia vita. Allora ho pregato: "O Dio, chiunque tu sia, rivelati a me, e ti darò la mia vita."

Una Bibbia trovata
Durante la convalescenza, in una cittadina della Francia orientale, ho trovato una Bibbia. Ho incominciato a leggerla, da solo. Mi sono reso conto delle mie colpe del passato ed avrei voluto espiarle andando a lavorare la terra in Israele, in un kibbutz. Stavo pensandovi quando, un giorno,  ho notato una grande tenda, con una scritta: "Gesù è la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Lui". L'oratore di quella sera ha risposto alle mie domande, vale a dire che perdono e giustizia si ottengono non con sforzi ed opere, ma con la fede in Colui che, sulla croce, ha compiuto tutto.

Preparati... ad incontrare Dio
"Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza" (Ebrei 9:27,28).

Una porta sull'aldilà
A volte si sente dire: "Non è mai tornato nessuno dall'aldilà per raccontarci che cosa vi si trova". Non è vero. Gesù Cristo è morto, è risuscitato, è ritornato ed ha parlato. La Bibbia spiega chiaramente quello che dobbiamo sapere riguardo all‘aldilà.

La morte fisica è il ritorno del nostro corpo fisico alla polvere, ma siamo tutti stati dotati da Dio di un‘anima immortale. Così la morte non è altro che un passaggio, una porta che sbuca sull‘aldilà, vale a dire sulla presenza di Dio. Il dramma è che, per l‘uomo peccatore, quest‘incontro con Dio corrisponde normalmente alla condanna eterna.
Forse fino ad ora non avevate mai associato il timore della morte con questo faccia a faccia con il Dio santo. Sappiate ora che Dio ha trovato per voi la vera soluzione e che ce la propone.

Questo avviene perché la giustizia di Dio va di pari passo con il suo amore che ha fatto scendere il Signore Gesù come uomo sulla terra, per prendere a suo carico la punizione che meritavamo. Gesù Cristo, crocifisso, ha subito la nostra condanna, il nostro castigo, al nostro posto. "Non c‘è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Romani 8:1).
Oggi ci è offerto il perdono, da lui, senza contropartita. Siamo liberi di accettarlo o di rifiutarlo, ma la nostra eternità dipende esclusivamente dalla nostra risposta.

Che questo piaccia o no, Di osserva attentamente ciascuno di noi, anche quando ci crediamo soli. L'uomo non può, se è retto, misconoscere il suo stato davanti a Dio. Il sentimento della sua santità e l'impossibilità di sfuggire al Suo occhio scrutatore agirà molto più potentemente su di lui che la morale più stretta o la censura più severa.

Senza indugi, allora, l'uomo realizzerà i suoi profondi bisogni di liberazione e giustificazione, la sua sete di felicità e di assoluto. A tutto ciò Dio dà una risposta perfetta nella persona di Cristo. Egli non ha solamente provveduto, per mezzo di una meravigliosa salvezza, allo stato della sua creatura decaduta, ma ha anche risposto ai bisogni del suo cuore dandogli un Salvatore.
Non è di una religione né di regole di condotta che l'uomo ha bisogno, ma incontrare personalmente il Signore e Salvatore Gesù Cristo accettando che regni sul suo cuore e ispiri i moventi che lo fanno agire.

Il Signore ci aiuti a fare la Sua volontà.

V. Contino