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Gesù guarisce dieci lebbrosi (Luca 17:11-19)


„Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: „Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!“ (Luca 17:11-13).


Gli impuri (Luca 17:11,12; cfr. Levitico 13:45)
Per capire il valore di questo episodio dobbiamo considerare il grande bisogno di questi lebbrosi che vennero incontro a Gesù. La Legge dichiarava impuri i lebbrosi e li allontanava dalla società. Chiunque li toccava, diventava anch‘egli impuro. La Legge li obbligava a vivere da soli, a stare lontano dagli altri e ad avvertirli, gridando: „Impuro! Impuro!“ (Levitico 13:45).


Perché la Legge dichiarava impuri i lebbrosi?
La lebbra era una figura che rappresentava la morte spirituale. Come la morte riduce tutti i peccatori allo stesso livello e li costringe ad abbandonare le loro ricchezze terrene, così il peccato produce la morte spirituale che riduce tutti ad uno stesso livello dinanzi a Dio. La lebbra era anche una figura del peccato e dell‘impurtià interiore che produce morte e giudizio. Dio quando liberò Israele dall‘Egitto, le dette la Legge del sacrificio e dell‘impurità. La Legge del sacrificio offriva ad ogni Israelita che aveva peccato una via per ritornare a Dio, ricevere perdono e rinnovare la comunione con Lui. La legge dell‘impurità serviva ad insegnare ad ogni Israelita che soltanto un popolo santo poteva camminare con un Dio santo. Per essere santi essi dovevano separarsi da tutto ciò che era impuro o che poteva macchiarli.


La mescolanza (Levitico 19:19; Deuteronomio 22:5,10,11)
Per insegnare ad Israele la consacrazione totale, la Legge proibiva tutto ciò che riguardava la mescolanza. Non dovevano seminare il campo con due specie di semi, non dovevano portare vestito di tessuto misto, fatto di lana e di lino. I sacerdoti non potevano indossare vesti di diversi colori.

Esclusi dalla casa, dalla sinagoga e dal tempio
Il fatto che i lebbrosi fossero esclusi dalla casa, dalla sinagoga e dal tempio, dimostra quanto gravi siano le conseguenze della morte spirituale e la separazione da Dio che privano dalle benedizioni di Dio e dalla comunione con Lui.


Un grido d‘aiuto (Luca 17:13)
„I lebbrosi alzarono la voce, dicendo: „Gesù, Maestro, abbi pietà di noi“. I lebbrosi si resero conto che Dio guarda ai peccatori, Giudei e Gentili, tutti allo stesso modo, non per condannarli, ma per offrire loro misericordia (Romani 3:23; 11:32). Dio aspetta che gli uomini riconoscano il loro bisogno e si rivolgano a lui per aiuto. Dio è pronto ad ascoltare tutti, proprio come Gesù fu pronto ad ascoltare il grido di quei lebbrosi. Non importa quanto grande sia il nostro bisogno, quanto disperato sia il nostro caso. Dio vuole e può aiutarci se ci rivolgiamo a lui. Gesù disse: „Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa“ (Matteo 7:7,8).


Due modi di guarigioni concesse (Luca 17:14 e Matteo 8:2,3)
In un‘altra occasione, un lebbroso si avvicinò a Gesù, dicendo: '„Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi“: Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: „Lo voglio, sii purificato“. E in quell‘istante egli fu purificato dalla lebbra“' (Matteo 8:2,3). In questo secondo caso, 'Vedutili, Gesù disse loro; „Andate a mostrarvi ai sacerdoti“' (Luca 17:14).

Cosa dimostrano i due modi di guarigione?
Nel primo caso fu Gesù a guarire; nel secondo caso li mandò dai sacerdoti. Secondo la legge, un lebbroso andava dal sacerdote dopo essere guarito. I dieci lebbrosi non erano ancora guariti, ma credettero che la parola di Gesù era la loro guarigione. Essi accettarono la guarigione per mezzo della fede. Gesù, dicendo loro di andare a mostrarsi ai sacerdoti, voleva che essi agisserò come se fossero già stati guariti. Fede, volontà e ubbidienza produssero la guarigione richiesta. Le benedizioni di Dio scendono su coloro che avanzano in ubbidienza.


La gratitudine di uno solo (Luca 17:15-19)
La gratitudine e l‘amore sono la vera base della nostra risposta a Dio: „Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo“ (I Giovanni 4:19). „Uno di loro vedendo che era stato purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano“ (Luca 17:15,16). Il lebbroso guarito non si accontentò della guarigione ricevuta, ma tornò indietro per ringraziare Gesù. Alcuni alzano le mani in segno di lode al Signore e pochi minuti dopo sono tristi e scoraggiati come prima.

Perché gli altri nove non tornarono a ringraziare Gesù?
Siccome l‘unico che tornò a ringraziare Gesù era uno straniero, forse i nove lebbrosi, essendo Giudei, pensarono che a loro la guarigione spettava di diritto e non fosse necessario tornare a ringraziare Gesù. Sebbene i nove esercitarono la fede per essere guariti, non giunsero alla fede personale in Gesù per ottenere anche la salvezza.


Si può essere guariti senza essere salvati?
Certamente. 'Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, dicendo ad alta voce: „Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!“ Quando egli fu entrato nella casa, quei ciechi si avvicinarono a lui. Gesù disse loro: „Credete voi che io possa far questo?“ Essi gli risposero: „Sì, Signore“: Allora toccò loro gli occhi dicendo:“ Vi sia fatto secondo la vostra fede“: E gli occhi loro furono aperti' (Matteo 9:27-30). In questa occasione, la fede dei due ciechi consisteva nel fatto che Gesù poteva guarire. È possibile esercitare una fede per ottenere la guarigione senza esercitare nello stesso tempo la fede per essere salvati.


Cari lettori, la fede che fece tornare indietro il samaritano e lo fece prostrare davanti a Gesù, fu una fede più profonda di quella che ebbero gli altri nove. Il samaritano non si accontentò della semplice guarigione del corpo, ma sentì un altro bisogno molto più importante: „Il bisogno del perdono dei peccati e della comunione con Gesù“.