Cristo donatore di vita (Luca 7:11-17)
Dio ha vivificato anche voi, che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati“ (Efesini 2:1).
Gesù affronta la morte (Luca 7:11,12)
Un corteo felice (Luca 7:11)
In uno dei suoi tanti giri attraverso la Galilea, Gesù, questa volta, attraversava la vallata di Esdrelon, situata a sud di Nazaret. Con lui erano i suoi discepoli e una gran folla che lo seguiva, perché attratta dai suoi miracoli e affamata di verità. Questa folla che seguiva Gesù aumentava sempre di più attratta dalle grandi cose che Gesù faceva. L‘atmosfera che regnava nella folla era festante e piena di lodi al Signore.
Un corteo triste (Luca 7:12)
Gesù si avvicinò alla città di Nain, proprio quando un corteo funubre usciva dalla porta della città. Luca mette in risalto che questo corteo funebre seguiva una vedova che andava a seppellire il suo figlio unico. Questo vuol dire che quel morto era il solo figlio di quella donna, l‘unico sostegno di quella madre, la quale non aveva un altro che avrebbe potuto prenderne il posto. Le persone che formavano il corteo funebre non rivolsero alcuna attenzione a Gesù e alla folla che lo seguiva. Molti di quelli che erano con Gesù dovettero farsi da parte e stare silenziosi per quell‘incontro che ricordò loro la realtà della morte.
„Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato“ (Romani 5:12).
I credenti, pur avendo diversi motivi per non rattristarsi di fronte alla morte come quelli che non hanno speranza (I Tessalonicesi 4:13) e, pur sapendo che la separazione è solo temporanea, avvertono anch‘essi il dolore causato dal distacco e dalla mancanza di una persona amata.
Gesù sconfigge la morte (Luca 7:13-15)
Un cuore ricco d'amore (Luca 7:13): 'Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: „Non piangere“'.
La tragedia della perdita subita dalla vedova di Nain, era conseguenza della più grande tragedia che ha dato origine alle sofferenze e alla morte: La caduta dell‘uomo. Prima o poi, tutti gli uomini dovranno sperimentare la sofferenza descritta in questo episodio. Gesù sapeva che nessuno di quelli che accompagnavano quel feretro avrebbe potuto asciugare le lacrime di quella madre e riempire il vuoto che si era creato nella sua vita. Gesù le aperse il suo cuore offrendole tutta la sua compassione. Gli amici di quella vedova potevano piangere insieme con lei, Gesù, invece, poteva dirle: „Non piangere“.
„Cristo è vicino“. Nelle circostanze più oscure della vita, Cristo è vicino. Nei tumulti e nelle lotte, Cristo è vicino. Quando le onde minacciose si accavallano, e le nuvole oscurano il cielo e nella tempesta si eleva un grido, Cristo è vicino. Nel mezzo dell‘angoscia più profonda, Cristo è vicino. Quando la mano della morte, così fredda, rapisce dall‘ovile coloro che si amano e tu soffri dolori immensi, Cristo è vicino!
Una mano potente (Luca 7:14)
Quelli che piangevano, come forse anche la stessa madre del ragazzo, erano così addolorati che non fecero attenzione a Gesù. Allora Gesù, dopo aver detto alla madre del ragazzo di non piangere, toccò la bara e disse: „Ragazzo, dico a te, alzati!“ Quale Salvatore che è potente di operare miracoli! Anche di fronte alle leggi della natura, Gesù può stendere la sua mano ed operare in modo nuovo e trasformante. Anche quando le leggi naturali sembrano seguire il loro corso, Gesù, con la sua potenza, può operare miracoli, in virtù della sua infinita autorità su tutte le cose.
Gesù ha piena autorità sulla morte. Egli non rivolge a quella madre in lutto un messaggio di cordoglio o di partecipazione, ma le ridiede il figlio, perché egli è venuto a dare la vita. Gesù è la risurrezione e la vita. Egli disse a Marta: „Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?“ (Giovanni 11:25,26).
Un comando autorevole (Luca 7:14,15)
Nel periodo dell‘Antico Testamento, Dio si servì di Elia ed Eliseo per risuscitare dei morti, e ciò avvenne solo dopo molte preghiere ed intense lotte spirituali (I Re 17:19,22; II Re 4:32,37).
Gesù, il Principe della vita, pronunziò semplicemente la parola „Ragazzo, dico a te, alzati!“ e l‘opera si compì. Il Vangelo di Giovanni mette in risalto che Gesù è il Signore della vita e della morte e nelle sue mani il Padre ha messo pieni poteri e autorità (Giovanni 5:21).
Dio è glorificato (Luca 7:16,17)
La lode (Luca 7:16)
Quando il ragazzo ritornò in vita al comando di Gesù, vi fu, in tutti, del timore e della riverenza. Subito però, la gioia di vedere di nuovo vivo il ragazzo, trasformò il loro timore in un sentimento di lode.
La testimonianza (Luca 7:17)
Tutti quelli che videro riportare in vita il ragazzo, più che lodare Dio, cominciarono a raccontare a tutti quelli che incontravano quello che Gesù aveva fatto.
Lo scopo di Dio per gli uomini nell'operare miracoli è:
- Produrre in loro la fede (Giovanni 20:20)
- Rivelare loro la Sua esistenza (Esodo 16:12)
- Mostrare loro la Sua gloria (Giovanni 11:40)
- Mostrare loro le Sue opere (Giovanni 9:3)
- Confermare loro la Sua Parola (Marco 16:20)
- Produrre in loro timore verso Dio stesso (Giona 1:14-16)
- Produrre in loro l‘ubbidienza a Dio stesso (Esodo 16:4)