All'ombra del ricino - Reazioni dell'animo umano
Giona è un piccolo vulcano in attività. Le sue reazioni sono “eruzioni” tipiche di ognuno di noi.
Qualcuno ha detto: Abbiamo tutti un piccolo Giona dentro di noi.
Di cosa tratta questo libro in miniatura? Cosa ha di particolare da insegnarci?
Non è solo il famoso libro che parla del grande pesce (menzionato quattro volte) che ha ingoiato un uomo tenendolo nel ventre per ben tre giorni e tre notti; non cita solo la grande tempesta che spaventa a morte esperti marinai; non riporta solo la grande città di nome Ninive (ricorre nove volte); non riferisce solo di un profeta disobbediente (segnalato ben diciotto volte); ma è Dio il “personaggio” principale del libro in questione, di Lui si parla ben trentotto volte. Se provassimo a togliere Dio da questa accattivante ed emozionante storia, sarebbe un testo vuoto senza alcun senso. Questo libro è un prezioso e fondamentale trattato sulla volontà di Dio e come rispondiamo ad essa. Tratta anche in modo evidente dell’amore di Dio, della Sua misericordia e grazia e di come il credente deve manifestarla ad altri.
Ci metteremo figurativamente all’ombra del ricino per riflettere, meditare ed essere istruiti dal Signore.
LE CAUSE DELLE REAZIONI NEGATIVE
LA REAZIONE DELLA RIBELLIONE, E DELLA DISOBBEDIENZA DI GIONA 1:1-17
Giona era sicuramente un profeta piuttosto noto in Israele. Una sua profezia, riguardante il recupero di un territorio si adempì come fu da lui predetto.
2 Re 14:25 Egli ristabilí i confini d'Israele dall'ingresso di Camat al mare della pianura, come il SIGNORE, Dio d'Israele, aveva detto per mezzo del suo servitore il profeta Giona, figlio di Amittai, che era di
Gat-Efer.
Qualcosa però si stava incrinando nella vita spirituale dell’uomo di Dio, una tendenza sbagliata si stava formando in lui. Osserviamo le derive che lo condussero alla ribellione.
1. DISPOSIZIONE SBAGLIATA VERSO LA VOLONTA’ DI DIO.
L’obbedienza è una disposizione di fondamentale importanza per un servo e una serva di Dio.
È un nutrimento per il nostro spirito di cui non si può assolutamente fare a meno.
Giovanni 4:34 Gesù disse loro: "Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere
l'opera sua.
È un mezzo per conoscere ed essere illuminati.
Giov. 7:17 Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio.
È lo strumento per migliorare e perfezionarci.
Ebrei 13:20-21 Or il Dio della pace.., vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo; a lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Per Gesù, l’obbedienza alla volontà del Padre, era nutriente e desideroso cibo; per Giona era, in questa circostanza, una disgustosa pietanza da rifiutare.
Andare nel territorio nemico degli Assiri e precisamente nella grande città di Ninive per concedere l’opportunità di pentirsi, era qualcosa di inaccettabile per Giona. Gli Assiri erano un popolo crudele che meritava solo la morte senza nessuna altra possibilità. Il nazionalismo e patriottismo di Giona prevalse sul sentimento religioso e sui principi dottrinali insegnati da Dio. Giona dimenticò, volutamente, che la volontà di Dio è l’espressione del Suo amore.
Salmo 33:11 La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età.
2. DISPOSIZIONE SBAGLIATA VERSO LA PAROLA DI DIO.
Cosa pensiamo quando ci viene rivolta la Parola di Dio? Quando Giona udì la Parola che Dio gli rivolse, pensò che lui aveva la facoltà di accoglierla o rifiutarla, senza che questo comportasse nessun problema. Tanti hanno questo atteggiamento quando ascoltano la Parola di Dio predicata: “Mi riguarda, non mi riguarda; mi interessa non mi interessa; mi piace, non mi piace; obbedisco, non obbedisco: sono libero di scegliere, e la mia scelta non implica nulla”. Dobbiamo fare molta attenzione all’ atteggiamento “commerciale” che si può assumere di fronte all’ascolto della Parola. Si può essere così condizionati, da questo modo di pensare e fare, fino al punto di ascoltare la Parola come se ci trovassimo davanti a degli scaffali di un supermercato. Non è certo questa la giusta disposizione che dobbiamo avere verso la Parola di Dio. Se siamo liberi di scegliere ciò che più ci aggrada comprare in un negozio, non lo siamo quando ci parla Dio. Quando ci viene rivolta la Parola, dobbiamo obbedire e basta. La disobbedienza non è una opzione concessa.
Luca 6:46 "Perché mi chiamate: Signore, Signore! e non fate quello che dico?
Filippesi 2:16 Tenendo alta la parola di vita, in modo che nel giorno di Cristo io possa vantarmi di non aver corso invano, né invano faticato.
3. DISPOSIZIONE SBAGLIATA RIGUARDO AL SUO INCARICO, ALLA SUA POSIZIONE.
Dimenticare, accantonare il grande privilegio che abbiamo di essere servi di Dio è gravissimo. Giona dimenticò l’incarico ricevuto dal Signore, il privilegio di essere un profeta dell’Eterno, conoscere la Sua Parola e volontà. Ecco perché giunse a rassegnare le sue dimissioni e fuggire via nella direzione diametralmente opposta a quella indicatagli dal Signore. Eppure doveva per forza sapere che era impossibile scappare via dalla presenza del Signore.
Salmo 139:7-12 Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza?
Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là. Se prendo le ali dell'alba e vado ad abitare all'estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra. Se dico: "Certo le tenebre mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me", le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno; le tenebre e la luce ti sono uguali.
Pensava che fosse legittimo abbandonare il servizio al Signore e che poteva addirittura rifiutare, ma Dio ha idee diverse riguardo al nostro incarico e la nostra vocazione: perché i carismi e la vocazione di Dio sono irrevocabili. Rom. 11:29
Ninive aveva bisogno di Giona come Giona aveva bisogno di Ninive.
Non dobbiamo mai dimenticare quale speciale incarico e compito ci è stato affidato. Dio ha avuto fiducia di noi affidandoci di svolgere l’importante compito di luce e sale della terra.
Matteo 5:13 "Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è piú buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Matteo 5:14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta.
Nel fare la volontà di Dio saremo trovati e considerati amministratori fedeli.
I Corinzi 4:2 Del resto, quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele.
4. DISPOSIZIONE SBAGLIATA RIGUARDO LE CIRCOSTANZE.
Osservando attentamente notiamo che dal momento che Giona decide di fuggire dalla presenza di Dio, trova tutte le circostanze favorevoli per adempiere il suo folle proposito. Scese a Jafo detta anche Ioppe (significa bellezza, antica città marittima nel territorio di Dan, sul Mediterraneo, a circa 50 Km. al S. di Cesarea, e a circa 56 al N. O. di Gerusalemme), dove trovò subito, disponibile, una nave diretta nella direzione opposta voluta da Dio. Giona aveva anche a disposizione la somma di denaro occorrente per il viaggio e trovò anche un posto tranquillo nel fondo della nave dove poter dormire così profondamente che neanche una terribile tempesta lo svegliò.
“Trovandoci” a Ioppe è opportuno fare alcuni accostamenti verificatesi in quella antica città di mare. In questo porto, ci dice la Scrittura, giunse il legname del Libano per fare il primo tempio di Gerusalemme,
(II Cronache 2:16) e successivamente per riedificarlo (Esdra 3:7). Giona trovò in questo luogo una nave, ovviamente di legno, che poteva diventare la distruzione del “tempio” spirituale della sua vita.
A Ioppe, il Signore mediante Pietro, risuscitò Tabita (Atti 9:36-43) Qui Giona si addormentò di un sonno mortale.
Pietro ricevette qui a Ioppe, la chiamata per andare a predicare ai Gentili e dopo un lieve tentennamento obbedì alla voce di Dio (Atti 10:5-23). Contrariamente Giona proprio qui ribadì la sua forte volontà di disobbedire a Dio.
Come possiamo notare per Giona si sono trovate tutte circostanze apparentemente favorevoli. Avrebbe potuto trovare, lì a Ioppe, anche una nave diretta verso Ninive, ne trovò invece una per la direzione opposta.
Si può verificare di trovarci fuori della volontà di Dio ed avere, contemporaneamente, tutte le circostanze a nostro favore che ci creano un senso di sicurezza e tranquillità da farci dormire profondamente.
Non possiamo guardare alle circostanze per discernere la volontà di Dio, perché potrebbero ingannarci come in questo caso. Dobbiamo poggiarci sulla Parola di Dio, sulla guida dello Spirito Santo e sulla preghiera.
5.
DISPOSIZIONE SBAGLIATA RIGUARDO IL PROSSIMO.
Giona come ambasciatore di Dio, doveva aiutare questo popolo pagano a trovare l’Iddio vivente, mentre lui desiderava che questi morissero nelle tenebre dell’idolatria.
Dio ha da sempre desiderato che il suo popolo fosse strumento di benedizione per tutte le nazioni della terra.
Gen. 12:1- 3 Il SIGNORE disse ad Abramo: "Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va' nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra".
Quando viviamo una condizione sbagliata verso il prossimo, venendo meno al ruolo che Dio ci ha assegnato, diventiamo inevitabilmente causa di difficoltà, tribolazione e addirittura morte per il nostro prossimo. Due volte Abramo causò serie difficoltà al suo prossimo a causa delle sue menzogne. (Gen.12:10-20; 20:1-18) Un altro esempio negativo lo abbiamo in Acan che portò morte in Israele perché rubò a Dio. (Giosuè 7)
Giona procurò non pochi problemi alla nave, al suo carico e a tutto l’equipaggio. Alla luce di tutto questo possiamo concludere che Giona non fu certo di benedizione per il suo prossimo.
Il prossimo che ci è avversario non deve essere trattato da nemico.
6. DISPOSIZIONE SBAGLIATA RIGUARDO A DIO.
Questa attitudine errata sintetizza tutte le precedenti. Questa è la somma di tutte le altre. Chi è Dio per Giona? Abbiamo detto che Dio è il “personaggio” principale del libro in questione, di Lui si parla ben trentotto volte.
- DIO È IL PADRONE E SOVRANO DELL’UNIVERSO.
Tutto ruota intorno a Lui. Lui siede sul trono e tiene tutto nelle sue mani. Lui è il Sovrano e Padrone indiscusso. Lui ha il controllo di tutte le forze della natura. Tutto è sotto il Suo comando.
Tito 6:14-16 Ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signore Gesú Cristo, la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen.
Giuda 1:4 Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesú Cristo.
- DIO E’ AMORE. (3:10)
- DIO E’ IL VASAIO E NOI L’ARGILLA. (4:6)
IL RAVVEDIMENTO
- Giona pregò Dio. (2:1-2)
Dalla ribellione al pentimento il passo molto spesso è lungo e “costoso”, ma la cosa importantissima è compierlo. Guai per coloro che rimangono nella condizione della ribellione.
Giona realizzò quanto Dio è amorevole donando un nuovo inizio. Egli si aspettava la morte sicura, ma quando realizzò di essere nel ventre di un pesce, vivo e vegeto, finalmente fece ciò che avrebbe dovuto fare molto tempo prima: Pregò il Signore.
Considerando i versi 1 e 2 sembra quasi che la preghiera sorse alla fine dei tre giorni:
E l'Eterno fece venire un gran pesce per inghiottir Giona; e Giona fu nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. E Giona pregò l'Eterno, il suo Dio, nel ventre del pesce, (Vers. riveduta)
La sua preghiera sorse dall’AFFLIZIONE e non dall’AFFEZIONE. Non pregò per DILETTO ma per DISTRETTA. Certamente è meglio pregare, anche se sorge da difficoltà, che non pregare affatto.
Giona iniziò a pregare solo quando realizzò di essere senza speranza, completamente perso. Proprio come doveva sentirsi il capitano della nave (1:6,14). Qualche volta il Signore, per farci capire cosa provano le persone senza Dio, ci fa attraversare periodi simili a quelli che loro attraversano. Può capitare piuttosto facilmente che diventiamo insensibili, privi di compassione, nei confronti dei perduti senza speranza. Portando Giona nel fondo degli abissi, Dio gli fece provare quello che realizzavano i Niniviti nella loro condizione di peccato. (2:3-6)
Dio ascoltò il grido del suo servo.
William Law disse: “Colui che ha imparato a pregare, ha appreso il grande segreto per una vita santa e serena.”
- Giona accettò la disciplina. (2:3)
Giona comprese che non era stato il capitano con i marinai a gettarlo nel mare, ma l’intervento disciplinare di Dio. (2:3) Quante volte la nostra reazione alla disciplina di Dio non è buona. Il come reagiamo alla disciplina determina il beneficio che ricaviamo da essa.
Reazioni negative alla disciplina di Dio. Ebrei 12:5-11:
Dimenticare l’esortazione. (v.5a) avete dimenticato l'esortazione rivolta a voi come a figli
Disprezzare la disciplina. (v.5b) Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore
Scoraggiarsi della disciplina (v.5c) non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso;
Fraintendere la disciplina. (v.6) il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli"
Reazioni positive alla disciplina.
Resistere fino all’estremo. (v.4) Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato. (vedere anche v.9)
Sopportare la disciplina.
Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?
Apprezzare la disciplina. (v.10) Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità.
Addestrarci nella disciplina. (v.11)
- Giona confidò nelle promesse di Dio. (2:4-7)
Giona a causa della sua ribellione andò verso un’unica direzione: Giù. Egli scese a Iafo, (v.3) scese nel fondo della nave (v.5), sprofondato fino alla radice dei monti. (2:4-7).
Per la fede in Dio, dal fondo della sua distretta, afferrò la promessa di Dio: la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. (v.7) Quale è questa promessa che Giona, per fede, richiese che venisse adempiuta? Quella che Salomone domandò alla dedicazione del tempio del Signore. (1Re 8:38-40)
L’unico modo per salire su e alzare lo sguardo verso Dio che regna sul trono.
- Giona si arrese alla volontà di Dio. (2:9-11)
Giona considerava la Volontà di Dio come un “programma” a cui aderire solo in caso di EMERGENZA e non come uno stile di vita da seguire fedelmente per tutta la vita.
Giona dovette ammettere che vi erano idoli nella sua vita che lo privavano e allontanavano della Grazia di Dio. Quelli che onorano gli idoli vani allontanano da sé la grazia.
L’idolo è qualsiasi cosa, o persona che si sostituisce a Dio privandolo dell’amore e dell’obbedienza che solo Lui merita. L’idolo di Giona era il suo patriottismo e nazionalismo. Egli voleva il bene solo della sua nazione e desiderava la distruzione degli Assiri.
Vi era anche un amore per se stesso e per la sua reputazione. (4:1-4) Dio risparmiando Ninive, non avrebbe fatto adempiere la profezia di Giona che prevedeva la distruzione della città, e Giona poteva essere considerato da qualcuno un falso profeta.
Dopo un lungo travaglio, Giona finalmente si arrese promettendo di lodare e ringraziare Dio ed adempiere i voti fatti. (2:11)
Conclusione.
La salvezza viene dal SIGNORE. (2:11)
L’uomo di nome Giona, non è ancora come Dio vuole. Vi saranno in lui altre reazioni negative, che avranno bisogno della correzione e della cura del Signore, ma lui, come ognuno di noi, deve credere che: La salvezza viene dal SIGNORE.
Salmo 57:7 Il mio cuore è ben disposto, o Dio, il mio cuore è ben disposto; io canterò e salmeggerò.
Renato Mottola