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Nelle braccia di suo padre


„Io sono il buon pastore, e conosco le mie (pecore), e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.“
(Giovanni 10:14,15)



Annetta dormiva nel suo letto al primo piano della villetta quando fu svegliata in piena notte da una sensazione di soffocamento: un denso fumo aveva invaso la camera. Si avventò verso la porta, ma la scala era in fiamme. Aprì la finestra e si sporse fuori. Già molti vicini si erano radunati in strada e la guardavano. Uno di loro si fece avanti e le gridò: „Salta, piccola, salta, io ti prenderò al volo!“. No! Era troppo alto per i suoi quattro anni, aveva troppa paura... Ma il fuoco ora minacciava il tetto che ad ogni istante rischiava di sprofondare. Già il fumo le pungeva la gola e gli occhi, la soffocava e non ci vedeva più. In quel momento cruciale, udì una voce conosciuta che gridava: „Annetta, cara, ti prenderò nelle mie braccia, salta, presto!“ Sì, di suo papà poteva fidarsi! Scavalcò il davanzale della finestra e si lanciò nel vuoto. Un secondo dopo, nelle braccia di suo padre, era al sicuro!

È questa le fede: una fiducia totale, non in un uomo, ma in qualcuno che è Onnipotente e vuol salvarci dalla morte. La fede, non è saltare nel vuoto, è gettarsi nelle braccia di un Padre che ci ama, che ci conosce e ci chiama per nome (Giovanni 10:3,14,27-29).