Attenti alla TV
Vi siedereste sul divano accanto a Gesù per assistere a certi programmi televisivi?
Non assolviamola
L’incidenza della televisione sui costumi della nostra società è un fatto più che assodato.
Se vogliamo avere un’idea di come ci vestiremo o mangeremo nei prossimi mesi basta accendere la televisione e osservare la pubblicità o i programmi d’intrattenimento.
Le prime vittime della televisione sono i bambini e i ragazzi, perché sono loro che la guardano la maggior parte del tempo. Secondo alcune statistiche, in Italia già alle 7 del mattino sono davanti al video più di 600.000 bambini.

La TV è perciò la principale responsabile della corruzione della loro mente.
Proprio come ciò che beviamo e mangiamo influisce negativamente sul nostro corpo, così quello che vediamo e ascoltiamo influisce profondamente sulla nostra mente e sul nostro spirito.
A causa dell’eccezionale impatto che i mass-media hanno sulla nostra generazione, è necessario evidenziare che in televisione vi sono molte cose pericolose per la vita cristiana, capaci di entrare nelle case dei migliori credenti sotto forme apparentemente “innocue e normali”.
Non demonizziamola
“Che cosa c’è di sbagliato – qualcuno si chiederà - nel guardare unpezzo di pellicola che scorre in unamacchina o un’immagine elettronicache appare su uno schermo?”
La risposta è che il problema non è nel tipo di supporto, è nel contenuto.
Certo ci sono programmi educativi come i documentari, sani programmi d’intrattenimento, d’informazione, i vecchi cartoni animati di Braccio di Ferro, Tom e Jerry, lo sport, ma tutto ciò costituisce solo una minima parte del palinsesto televisivo.
La maggior parte dei programmi trasmessi, dai moderni cartoni animati giapponesi, ai telefilm del tardo pomeriggio, ai reality show della sera sono invece infarciti di corruzione, violenza, magia, oscenità, immoralità di ogni genere.
Difficilmente tutta la famiglia può guardare insieme un film dato in prima serata.
Come fare allora per sapere se il programma trasmesso in TV è sano oppure no?
In molti casi basta chiedersi se è possibile assistervi con il resto della famiglia o, ancora meglio, con Gesù stesso.
Invitereste Gesù ad assistere a quello spettacolo?
Vi siedereste sul divano accanto a Lui a guardare quel programma?
Se facessimo così, rimarrebbero ben pochi film o programmi da guardare.
NON ASSIMILIAMOLA
Un sociologo contemporaneo ha detto: “Almeno la metà delle nostre azioni e delle nostre scelte quotidiane è influenzata dalla televisione... La TV è un tipo di persuasione che funziona in un modo indiretto, che varia da persona a persona. Ogni spettatore assimila il messaggio mescolando la propria cultura e il proprio carattere. I meccanismi psicologici e individuali sono talmente complessi che non c’è una legge valida per tutti”.
Quel che può fare un programma televisivo è disastroso.
Anche se all’istante non ne avvertiamo gli effetti, nel subconscio agisce subdolamente e spinge, per esempio, verso un linguaggio sconcio e volgare (effetto reality show) o degli ideali di vita sbagliati (effetto soap opera).
Un fenomeno tipico degli ultimi anni è la cosiddetta personalizzazione della TV. Gli spettatori hanno cominciato a considerare il piccolo schermo e quello che vi accade come una parte della propria vita.
A questo proposito qualcuno ha affermato che all’apertura di ogni programma si dovrebbe porre la scritta: “Prodotto fortemente nocivo alla salute, chi ne fa uso lo fa a proprio rischio e pericolo”, proprio come le sigarette.
Negli Stati Uniti si sta sperimentando un sistema elettronico che impedirà ai bambini la visione di programmi troppo violenti o erotici.
Quando siamo davanti ad un televisore, è importante ricordare che esiste il telecomando e che siamo noi a gestire la TV, non il contrario.
Se un programma contiene immoralità, violenza, insolenza, cambiamo canale o spegniamo la TV, “non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è il lui” (1 Giovanni 2:15).
Tratto da «Cristiani Oggi» 16 – 31 gennaio 2006