Terremoto in Abruzzo
I riflettori si spengono
Come spesso accade in tutte le imprese umane dettate dal semplice impulso
emotivo, c’è il rischio di dimenticare presto una notizia che non fa più notizia e immergersi prontamente in altro; in tutto
quello che non crei ansia e non comporti prezzi da pagare.
Il terremoto non scuote solo le cose, ma anche le coscienze
Gli edifici mostrano con disarmante crudezza guasti, crepe e lesionid’ogni genere; i ruderi giacciono a terra nella surreale atmosfera della desolazione, ma quello che si agita dentro di noi chi lo vede?
Con malcelata disinvoltura, alcuni riescono a nascondere le incrinature nella propria vita interiore, ma altri manifestano i segni e gli effetti degli scossoni subiti nel loro animo, presentando uno scenario tragico di paure, incertezze e dolore.
Tutto può essere scosso e passare, ma non la nostra fede in Cristo
La nostra chiamata e la nostra fede sono inamovibili: “Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei; poich’egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso.”
(Salmo 16:8). Proprio in virtù di questa posizione di forza, possiamo e dobbiamo continuare a essere un punto di riferimento per quanti
brancolano nel buio.
Il sisma che ha colpito L’Aquila e la sua provincia è un tragico evento che ha toccato
la sensibilità di
milioni di persone in Italia e all’estero.
Il tam tam mediatico è stato frenetico, puntuale, travolgente.
Le promesse e le iniziative benefiche si son succedute e spesso accavallate in un impareggiabile slancio di generosa solidarietà.
Ma, come spesso accade in tutte le imprese umane dettate dal
semplice impulso emotivo, c’è il rischio di dimenticare presto una notizia che non fa più notizia e immergersi prontamente in altro; in tutto quello che non crei ansia e non comporti prezzi da pagare.
I riflettori si spengono; le televisioni se ne vanno; i potenti smettono
di fare passerella, ma i problemi rimangono.
Le necessità continuano a far sentire tutta la loro drammatica attualità, e il diritto-dovere di ogni vero credente è rimanere al fianco di quelli che soffrono.
La testimonianza cristiana non è da confondere con la propaganda, e quello che viene fatto non è mai
da ascrivere tra le opere meritorie o le gesta eroiche di pochi eletti.
È semplicemente l’espressione genuina
e instancabile dell’opera di Cristo in noi e attraverso noi che dura nel tempo.
Gli altri se ne
vanno, Cristo rimane!
Eliseo Fragnito
Tratto da: www.adi-it.org
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