L'angolo delle "news" (30 settembre 2011)
a cura di Morris Zaccardi
In questa piccola rubrica vogliamo commentare alcune notizie di attualità:
Venerdì 30 settembre 2011: "Conoscere il sesso del bambino: Forse non sarà più possibile."
Il 4 ottobre ho sentito alla radio una notizia riportata su vari siti internet risalente il 30 settembre scorso: Il Consiglio d'Europa si accinge ad approvare, nel prossimo autunno, un provvedimento che chiede forti limitazioni all'identificazione e alla comunicazione ai futuri genitori del sesso del nascituro.

Il provvedimento nasce con l'intento di contrastare il ricorso all'aborto selettivo del sesso. In alcuni paesi, l'ex Unione Sovietica in primis, si fa ricorso all'aborto selettivo dei feti di sesso femminile con sempre maggiore frequenza e questo trend sta comportando un vero e proprio gendercidio (sterminio dei bambini di sesso femminile).
Basti pensare che in paesi come l'Armenia, l'Azerbaijan, l'Albania il rapporto tra maschi e femmine e di
112 maschi su 100 femmine e in Georgia di 111 maschi su 100 femmine, quando la relazione naturale è
105 maschi su 100 femmine. Non siamo ancora ai livelli della Cina dove attualmente su 100 femmine
nascono 119 maschi, ma la tendenza è allarmante.
Gli esperti mettono in guardia sui rischi provocati dal ricorso all'aborto selettivo del sesso: in futuro si potrebbero avere popolazioni sbilanciate verso il sesso maschile. Molti credono che questo squilibrio posso provocare una grande pressione sociale, poiché molti uomini non troveranno una moglie con la quale formare una famiglia. La prostituzione, l'abuso, le guerre potrebbero essere conseguenze di questa pressione demografica.
Le associazioni di genitori insorgono contro una direttiva ritenuta ingiusta e censoria nei confronti dei milioni di genitori che non hanno alcuna intenzione di abortire un feto solo a causa del suo genere, ma "solamente" per motivi clinici.
Dio ha creato un equilibrio perfetto nella riproduzione della specie umana. Per 100 bambine che vengono al mondo nascono 105 maschi, affinché per la mortalità più elevata che colpisce gli uomini in natura esista una misura giusta nella relazione tra uomo e donna. Dio vide la sua creazione e fu molto soddisfatto di quello che aveva realizzato: "Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono" (Genesi 1:30).
L'uomo di oggi vorrebbe essere al posto di Dio e decidere ogni cosa del nascituro, dal colore dei capelli al quoziente d'intelligenza, dall'altezza al colore degli occhi. Visto che in molte nazioni le donne hanno una posizione sociale inferiore e nelle famiglia avere un maschio vale di più di avere una femmina, l'uomo ha iniziato a prendere il posto di Dio nella scelta del sesso del proprio figlio. Nel valutare la qualità del frutto del grembo materno, l'uomo vorrebbe prendere il posto di Dio. Un cristiano riconosce come il salmista: "Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m'hai intessuto nel seno di mia madre" (Salmo 139:13).
Non credo che una direttiva europea come descritta all'inizio di questo articolo possa essere approvata da nessun paese della comunità europea. Oggi si predica la libertà della donna di decidere se vuole o non vuole continuare una gravidanza. L'aborto è un peccato anche se non è più un crimine nelle società moderne occidentali, perché bisogna equipararlo a un suicidio. Uno dei dieci comandamenti, i quali ci sono stati dati per potere vivere in armonia e in pace su questa terra, ci ricorda e ci ordina di "non uccidere" (Deuteronomio 5:17). Oggi viviamo nella cultura della morte. Uccidere un embrione ci sembra essere una decisione di vita, ma non lo è. È al contrario una decisione di morte e di dolore. Esistono pressoché sempre delle conseguenze da pagare, anche se spesso nascoste, perché evidenti solamente sulla sfera psicologica.
Con il pretesto e la scusa di non conoscere il momento che un essere vivente (il feto umano) diventi una persona, si accetta il fatto che si possa sopprimere una vita fino a un certo punto del suo sviluppo nella gravidanza. Questo però significa corrompere il piano di Dio e la vita che lui ha generato.
La terra e tutto quello che Dio ha creato sta sempre più soffrendo sotto il comportamento irresponsabile e arrogante del uomo. L'uomo continuerà a escludere Dio dalla propria vita. Per questo sempre più la natura sarà spostata dai equilibri che il Signore ha creati. Non per nulla l'atmosfera, l'aria, la terra, i mari e tutto quello che vive sulla terra soffre delle nostre scelte errate: "Nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio" (Romani 8:21 e 22).
La nostra presunta onnipotenza sarà uno dei motivi per la fine dell'era presente. Ma dobbiamo ricordare e ricordare a coloro che ci circondano che c'è una persona che ha creato tutto quello che vediamo, Cristo Gesù: "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta" (Giovanni 1:1-5).
Ed è lui che farà tutto nuovo perché è "l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine" (Apocalisse 22:13). Nella nuova creazione sarà tutto perfetto e non ci sarà mai la morte (2 Pietro 3:13; Apocalisse 21:4)!