L'angolo delle "news" - 11 marzo 2011
a cura di Morris Zaccardi
In questa piccola rubrica vogliamo commentare alcune notizie di attualità:
Venerdì 11 marzo 2011, una notizia che ha sconvolto il mondo intero e che riempie ancora oggi, quasi 3 settimane dopo, le prime pagine dei giornali e dei siti d'informazione su internet: "terremoto e maremoto in Giappone, emergenza atomica".
La scossa di terremoto più forte è stata di 9 gradi sulla scala Richter, seguita da varie scosse di assestamento, una delle quali di intensità 7,5 Richter. I grattacieli di Tokyo hanno ondeggiato, panico tra le persone scese in strada per cercare rifugio. Nonostante il Giappone sia conosciuto come un isola esposta a fenomeni sismici e questi vengano registrati da ca. 150 anni, non si era mai misurato un terremoto così forte fino a questo giorno. L'onda anomala (tsunami) alta 10 m, formatasi perché l'epicentro del terremoto era in mare, si è abbattuta sulle coste nord est del Giappone, con varia intensità. Le vittime potrebbero essere più di 20'000. Bloccati i trasporti per molti giorni nella regione colpita. Travolte navi, scomparsi diversi treni, distrutte intere città, letteralmente scomparse dalla carta geografica. Allarme nucleare nella zona dell'impianto di Fukushima, dove è crollata una diga, si teme una fusione parziale del nocciolo in almeno due dei sei reattori esistenti nella centrale di Fukushima I. L'incidente nucleare viene già oggi paragonato a quello del 1986 a Cernobyl. Gli abitanti nelle vicinanze di Fukushima, nel raggio di 20 km dalla centrale atomica, sono stati evacuati - oltre 200'000 persone. Il governo chiede aiuto alla comunità internazionale.
Questi eventi in Giappone hanno riempito di paura e terrore a molte persone in tutto il mondo. Anche a motivo delle molti centrali atomiche dello stesso tipo esistenti su tutto il pianeta. In Svizzera per esempio, la centrale nucleare di Müleberg (canton Berna) è dello stesso tipo di quello di Fukushima. Ora molti partiti politici e secondo i più recenti sondaggi la maggior parte della popolazione vorrebbero trovare una via d'uscita dall'atomica, ma non sarà così facile a motivo dei costi di un progetto simile.
Quello che però è ancora più difficile da capire è se questo ripetersi di eventi e calamità naturali sempre in tempi meno distanti tra loro. Può significare qualcosa per il nostro futuro, per il nostro pianeta, per l'essere umano? È solo un caso che negli ultimi due, tre anni abbiamo avuto così tanti terremoti devastanti (Abruzzo, Haiti, Nuova Zelanda, Giappone), inondazioni epocali (Pakistan, Australia)? Per non parlare anche dei conflitti armati sempre più numerosi sulla faccia della terra (vedere l'attuale situazione nei paesi del Nordafrica e arabi che si aggiungono ai tanti conflitti non risolti).
In Matteo 24 Gesù disse queste parole ricordando quello che dovremmo aspettarci per gli ultimi giorni prima del Suo ritorno in gloria e del giudizio finale della terra:
"Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori" (Matteo 24:6-8).
È strano, nonostante il mondo parli sempre di più di pace, globalizzazione e di unificare monete, paesi, religioni, ecc. le «doglie» e i conflitti non fanno che aumentare:
"Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno" (1 Tessalonicesi 5:3). Come per una donna incinta i dolori aumentano in intensità e in frequenza prima del parto, così gli eventi citati qui sopra aumenteranno in intensità e frequenza verso la fine dei tempi, come descritto da Gesù.
Noi cristiani non crediamo al calendario Maya o alle profezie di Nostradamus che profetizzano la fine del mondo per il 21 dicembre 2012, poiché Cristo stesso afferma: "ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo" (Matteo 24:36). Avendo fiducia di Dio, dobbiamo ammettere che non è possibile prevedere la fine. Nonostante molti falsi profeti, tra questi i Testimoni di Geova, hanno provato di rivelare date del ritorno di Cristo, noi dobbiamo ricordare che la Bibbia afferma, "ma il Padre solo"!
Qualcuno ha detto che quello che sta vivendo il Giappone è l'Apocalisse. Ma l'Apocalisse deve ancora iniziare. Per il credente però questo non è un'angoscia, perché sa che il Suo Signore sta per tornare! Però quello che il credente deve fare, è farsi trovare pronto! "Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora" (Matteo 25:13).
Vogliamo dare la nostra solidarietà, sia economica - offrendo per le popolazioni colpite, sia morale - parlando alle popolazioni colpite, nonché spirituale - pregando per le popolazioni colpite. Ricordiamoci anche che vi sono molti figli di Dio anche in Giappone. Questi eventi potranno nei prossimi mesi e anni colpire anche noi in occidente. Ma soprattutto vogliamo prepararci all'imminente ritorno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Forse alcuni credenti pensano che Egli ritardi a tornare, ma in Apocalisse 22:20 Giovanni scrive: "Colui che attesta queste cose, dice: Sì; vengo tosto! Amen! Vieni, Signor Gesù!"
Perciò nonostante tutto, e ne vedremo di peggio, visto che il Signore è vicino possiamo dire con gioia e insieme a Paolo: "Maràna tha (Vieni, o Signore)" (1 Corinzi 16:22-24).